La comunità

Columbus Day, Una tavola rotonda sull'emigrazione italiana. E' ora di nuove ondate

di Riccardo Chioni

11-10-2008

TRA LE MANIFESTAZIONI che precedono il Columbus Day ieri si è svolta presso la sede della Columbus Citizens Foundation nella Upper East Side di Manhattan la tavola rotonda dal simbolico titolo "Ellis Island: 150 anni di storia d'Italia". Tra i partecipanti, il presidente della Fondazione Museo dell'emigrazione di Napoli, Salvo Iavarone, presidente della Associazione Mezzogiorno Futuro; Pietro Simonetti presidente della Commissione regionale Lucani nel Mondo e rappresentante del Comune di Maratea, Louis Tallarini presidente della Columbus Citizens Foundation e Antonio Giordano presidente della Sbarro Foundation.
Ad America Oggi Salvo Iavarone ha spiegato i temi del convegno che va a concludere una rassegna più ampia di manifestazioni. "Quest'anno le giornate dell'emigrazione giungono alla terza edizione e con questo evento vogliamo rappresentare la storia dell'emigrazione attraverso più attività. In Italia - ha detto Iavarone - abbiamo aperto quest'anno a Maratea, poi siamo stati a Napoli e Ischia dove abbiamo parlato di emigrazione attraverso confronti e dibattiti. Abbiamo anche ospitato una mostra fotografica per dare un impatto visivo e poi abbiamo fatto rappresentazioni teatrali e di tango: un po' di arte, un po' di cultura e di fotografie".
Se la storia dell'emigrazione datata 150 anni è oggi argomento di studio, non da meno è quella più moderna che vede partire i cervelli non più con la valigia di cartone, ma con il laptop che guardano all'estero vedendo un futuro migliore che in Italia. "Oggi - sottolinea Iavarone - parliamo dell'emigrato moderno. Che cosa trova arrivando in America, come la società reagisce per accoglierlo e come interagisce, a seconda delle fasce geografiche,  perché ci sono tante Americhe e anche a seconda del tipo di emigrato che arriva: il grande cervello piuttosto che il contadino affamato, se c'è ancora in Italia. Vogliamo valutare, nel 2008, che cosa è l'emigrazione che è cominciata tanti e tanti anni fa".
Iavarone spiega che l'argomento è complesso e aggiunge che la Asme sta studiando assieme al Calandra Institute, alla Columbus Foundation e altri partner ancora da venire, due tipi di nuovi emigranti: il cervello in fuga, il professionista che non trova il modo di esprimersi in Italia e poi il "nuovo", l'italiano da mille euro al mese che non gli consentono di arrivare a fine mese e che rappresenta la nuova povertà.
L'osservazione appare un tantino eccessiva e potrebbe far credere che mezza Italia è già con la valigia in mano pronta a lasciare per lidi migliori. "Non so se mezza Italia, perché poi c'è il lavoro sommerso, ci sono tante considerazioni da fare, ma i dati confermano - precisa Iavarone - che ancora tanti lasciano il nostro Paese".
Il ministero degli Esteri invece continua a sostenere che non esiste il fenomeno dei cervelli in fuga. "Il Mae sbaglia, perché non conosce quanti insoddisfatti ci sono - e aggiunge Iavarone - che poi finiscono fuori delle statistiche perché non lo fanno neppure sapere che sono all'estero".
"La Grande Emigrazione è sempre al centro dei nostri programmi - dice Louis Tallarini, presidente della Columbus Foundation - e i festeggiamenti delle colombiadi sono un'occasione per comprendere sempre meglio i sacrifici che hanno fatto coloro che ci hanno preceduto e la nostra cultura. I miei nonni compresi, arrivati all'inizio del secolo scorso, hanno aperto la strada a generazioni di italoamericani che hanno forgiato questo Paese, dagli albori della Costituzione, alla ricerca scientifica che porta nello spazio".
Tallarini sostiene che in America è in atto una sorta di movimento per apprendere sempre più la cultura italiana e in particolare la lingua. "L'arte e tutto ciò che comprende la cultura italiana attualmente è al centro dell'interesse e non soltanto degli italiani d'America. Noi - sottolinea Tallarini - che non abbiamo avuto l'opportunità di imparare la lingua italiana e io sono uno di questi, adesso ci sentiamo più motivati ad apprenderla. Non dimentichiamo che negli Stati Uniti si contano circa 75 milioni di persone italofile che amano l'Italia per tutto ciò che ha da offrire, a partire dalla sua cultura, l'arte, il cibo, la lingua e l'esperienza che possono trarre nel nostro Paese".

Nella foto di Riccardo Chioni, Louis Tallarini (a sinistra) e Salvo Iavarone