Italia-Bulgaria. 0-0 e niente guizzo vincente
SOFIA. Dalle vittorie contrassegnate dalla sofferenza delle partite con Cipro e Georgia, al pareggio segnato dalla noia di quella con la Bulgaria: la nazionale di Lippi scopre a Sofia l'altra metà del bicchiere. Che è mezzo vuoto sul piano del risultato, e mezzo pieno per la rassicurante gestione di una gara sulla carta molto più difficile di quelle d'avvio del girone di qualificazione.
La pista bulgara tiene dunque sulla rotta giusta gli azzurri nella corsa ai mondiali 2010: la classifica rimane di assolutà tranquillità al primo posto (anche perché l'Irlanda di Trapattoni, seconda, ieri riposava), e la squadra rinnovata dà una buona risposta.
È vero, comincia da 0-0 la "Giovane Italia" mandata in campo da Lippi per ovviare alle assenze di tanti campioni del mondo: ma il pari arriva sul campo di una formazione non troppo più giù in graduatoria, quindicesima. E se le emozioni nella serata latitano anche a causa di un tatticismo esasperato, certi inserimenti testimoniano la bontà delle scelte di Lippi che tra l'altro con il risultato di ieri sera si avvicina alle 30 partite consecutive senza sconfitte, record per i ct azzurri detenuto da Vittorio Pozzo.
Piace Pepe, nella serata: ed il sale, per proseguire nella metafora preferita dal ct di Viareggio, lo dà nella ripresa l'esordio del talentuoso Giuseppe Rossi. Piace meno Montolivo, scolastico e ‘leggero', mentre da esterno sinistro Dossena si guadagna il pane facendo su e giù a ripetizione. Nel complesso comunque l'Italia si dimostra nettamente superiore, anche grazie alla ritrovata forma di campioni del mondo di peso come Cannavaro, De Rossi e Gattuso: supremazia che non si era vista ad Udine contro la Georgia e persino a Cipro. E questo il segnale più incoraggiante in vista della partita di mercoledì prossimo a Lecce contro il Montenegro.
Il prepartita ‘caldo', segnato dall'atteggiamento aggressivo dei 150 tifosi italiani presenti allo stadio Levski e la ritorsione dei fischi all'Inno di Mameli da parte dei bulgari, sembrava preludere ad una gara di grande intensità emotiva. Arrivava invece un primo tempo decisamente tattico, con squadre cortissime ed il grande ritmo vanificato dagli errori di appoggio. Di brividi e prodezze neanche a parlarne, al massimo c'era da apprezzare la gestione serena della gara messa in atto da una squadra azzurra forzatamente inedita.
Lippi in avvio aveva presentato nei nomi l'Italia attesa, con Gilardino in avanti al posto solitamente di Toni, e Montolivo a centrocampo con Gattuso e De Rossi. Il 4-3-2-1 azzurro copriva bene il terreno di gioco, il pressing sul possesso di palla avversario funzionava tanto che i padroni di casa stentavano assai a lanciare il decantato (e sopravvalutato) Berbatov, di suo parecchio involuto in giocate velleitarie. Fatto sta che una situazione tale poteva portare gli azzurri al colpaccio: che però veniva sfiorato solo in avvio, quando al 5' un lancio di Cannavaro con l'aggiunta di uno stop sbagliato di un difensore bulgaro liberavano in area Gilardino che finiva a terra sull'intervento rovinoso del portiere Ivankov, pronto a mettere in angolo. Proteste azzurre, e le emozioni vere finivano lì: perché per tutto il primo tempo, tra raddoppi di marcatura ed errori di misura, non si vedeva un tiro nello specchio della porta.
Nella ripesa gli azzurri partivano incrementando il possesso di palla e la vocazione alla fase offensiva, ma passavano i minuti e un'opportunità vincente non arrivava, anche se al 15' una parodia di tiro nello specchio della porta si vedeva (colpo di testa fiacco di Gilardino su angolo dalla destra). E la replica, più pericolosa per la verità, si registrava sei minuti dopo con una punizione da lontano di Pepe che Ivankov si vedeva sbucare all'improvviso e parava con una certa difficoltà. Così Lippi provava la carta dell'esordiente Giuseppe Rossi (fuori Di Natale) e metteva il nerbo di Perrotta al posto delle geometrie troppo elementari nell'occasione di Montolivo.
Rossi alla seconda giocata personale accendeva la luce: al 27' riceveva il pallone spalle alla porta e si liberava con una finta dell'avversario diretto: palla ficcante in area per Gilardino che sull'uscita del portiere mandava sull'esterno della rete. Il ct sostituiva il fiorentino con Toni, ma l'occasione azzurra la creava De Rossi al 34' con un tiro da lontano alto di poco. Ed alla fine arrivava anche un guizzo di Berbatov, un tiro da trenta metri parato in tuffo da Amelia. Ma era ancora De Rossi, con una punizione a giro fuori di poco in chiusura a ribadire i rapporti di forza della serata.
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