Dagli USA

Casa Bianca 2008. Il razzismo ultima carta del Gop. I democratici: Obama attaccato per il suo nome "arabo"

di Luciano Clerico

13-10-2008

WASHINGTON. Un conto è giocare 'duro', un altro conto è giocare 'sporco': ma alle presidenziali Usa 2008 é esattamente questa l'accusa alla quale i candidati repubblicani alla Casa Bianca, John McCain e Sarah Palin, sono chiamati in queste ore a rispondere. Secondo molti critici, alcuni dei quali repubblicani, la campagna del ticket McCain-Palin si è fatta a tal punto negativa e violenta nei confronti di Barack Obama da trattare al limite del consentito un tema delicato come quello della razza. A causa della loro strategia di comunicazione, da molti definita "scriteriata", sono infatti sempre più frequenti nei comizi di parte repubblicana manifestazioni di razzismo esplicito nei confronti del candidato democratico. Legittimate da un atteggiamento "irresponsabile" di McCain-Palin, come sottolineato ieri sulle colonne del Washington Post anche dallo scrittore afghano Khaled Hosseini. McCain-Palin sono accusati di "giocare col fuoco". Nel corso dell'ultima settimana la campagna di McCain ha cominciato a diffondere video e slogan anti-Obama che -implicitamente- veicolano questo messaggio: come fidarsi di uno che ha avuto connessioni con il terrorismo? Che ha quel secondo nome così 'arabo'? Che nessuno conosceva? Il problema è che i supporter repubblicani più 'caldi' hanno preso questo messaggio come oro colato, e sono sempre più frequenti sia nei comizi di Sarah Palin, sia in quelli di John McCain, i casi di singole persone che parlano di Obama ricorrendo a insulti e minacce.
Alcuni attaccano il candidato democratico per la 'colpa' di quel suo secondo nome "così arabo", Hussein. Altri lo accusano di essere 'amico dei terroristi'. Altri ancora di comportarsi come un 'nuovo Messia' (e per questo un pastore, dal palco di un comizio di McCain a Davenport, in Iowa, ha invitato i presenti a unirsi in una "preghiera collettiva affinché in nome del vero Dio Obama sia sconfitto").
Ma c'é stato anche chi ai comizi repubblicani si é alzato e, rivolgendosi ai candidati, li ha invitati senza mezzi termini a procedere nella battaglia contro Obama in questi termini: "fermate quell'arabo"; "é ora di farlo tacere"; "Kill him!" (Uccidetelo!)". Questo clima secondo i critici di McCain-Palin si è sviluppato con il tacito assenso dei due candidati. Un atto di "irresponsabilità politica" che sta addirittura creando problemi ai diversi servizi di sicurezza impegnati sul campo. Per questo uno dei più anziani e rispettati deputati della Camera, John Lewis, 68 anni, politico di colore che partecipò in prima persona alle lotte per i diritti civili a fianco di Martin Luther King, è uscito allo scoperto e ha accusato John McCain in modo esplicito: "Sta scherzando col fuoco -ha detto- seminando odio e divisione". John McCain si è detto "stupito e scioccato" per le polemiche e le critiche nei suoi confronti.