Rockfeller Center. Avviso di sfratto alla famiglia Cipriani
Oggi potrebbe essere l'ultima occasione per lasciarsi affascinare dall'ambiente Art Deco e dalla vista panoramica mozzafiato su Manhattan dalla sommità del "Rock", perché domani scatta lo sfratto immediato per la celebrata Rainbow Room della famiglia Cipriani.
Già la settimana scorsa la famiglia Cipriani aveva annunciato la chiusura da domani del rinomato ristorante Rainbow Grill a causa della crisi economica che è riuscita a raggiungere il 65esimo piano di Rockefeller Center.
Cipriani aveva tuttavia precisato che avrebbe mantenuto attivo il bar e la sala ricevimenti con la pista da ballo girevole che, dalla sua inaugurazione nel 1934 durante la Grande Depressione, caratterizza il mitico ritrovo che ha fatto da palcoscenico per generazioni di celebrità, da Frank Sinatra a Keith Richards.
Adesso il futuro del complesso della Rainbow Room si presenta piuttosto incerto, all'indomani della consegna dell'avviso di sfratto immediato recapitato venerdì a Giuseppe Cipriani.
Il padrone di casa, la società immobiliare Tishman Speyer Properties che gestisce il gruppo di grattacieli che compongono Rockefeller Center, ha posto termine al contratto d'affitto della Rainbow Room, sostenendo che da settembre non riceve l'affitto pattuito consistente in 500 mila dollari mensili. E minacciosi, da Tishman Speyer Properties sostengono che da lunedì il leggendario ritrovo tra le nuvole di Al Pacino e Robert De Niro non esisterà più.
Contratto alla mano, Tishman Speyers, ha concesso tre giorni a Cipriani per lasciare il locale. Ma il 43enne Giuseppe Cipriani, alla guida del gruppo di famiglia, ha definito "frivolo" l'avviso ricevuto dal padrone di casa, sostenendo che non è altro che un ulteriore tentativo di Tishman Speyers di liberarsi del ristorante con annessi e connessi per trasformare i locali del 64esimo e 65esimo piano della Rainbow Room in lussuosi uffici. E promette dure battaglia in tribunale per restare "on top of the Rock" fino al termine del contratto di affitto previsto nel 2013.
L'avvocato che cura gli interessi del nipote del creatore del Harry's Bar di Venezia, David Rozenholc sostiene che la società Tishman Speyers lo scorso anno, al momento del rinnovo del contratto d'affitto, ha imposto ai Cipriani un aumento sbalorditivo per il locale alla sommità del 30 Rockefeller Center.
E così era iniziata la prima battaglia col padrone di casa che si è trovato nel torto quando - dopo Natale - l'arbitrato richiesto da Cipriani gli ha dato ragione riducendo l'affitto annuo da 8.7 richiesti a 6 milioni di dollari.
Robert Lawson, portavoce di Tishman Speyers, ha spiegato i motivi del provvedimento di sfratto immediato. "Da settembre dello scorso anno Cipriani non paga l'affitto per la Rainbow Room e per questo siamo costretti a porre termine al contratto. La Rainbow Room - ha sottolineato il portavoce - è una della più grandi istituzioni della City, quindi avvieremo immediatamente le procedure per trovare un altro grande ristoratore che possa operare gli spazi con professionalità ed eleganza che si aspettano i newyorkesi e i visitatori".
Intanto il combattivo Cipriani non ha alcuna intenzione di farsi cacciare dall'oggi al domani e, attraverso l'avvocato Rozenholc, fa sapere "andremo a combattere nelle aule di tribunale".
In un comunicato Giuseppe Cipriani ha scritto "sfortunatamente abbiamo a che fare con un padrone di casa avido e senza compassione che non ha fatto alcun passo per risolvere le nostre differenze in maniera ragionevole". Se la Rainbow Room fosse costretta a chiudere, non solo sparirebbe un'icona della Big Apple, ma soprattutto circa 300 persone perderebbero il lavoro da domani. La famiglia Cipriani da una decina d'anni gestisce la Rainbow Room e di tanto in tanto ha avuto qualche problema con sindacati, procuratore distrettuale e con più d'un padrone di casa.
Come nel caso della sala banchetti nell'ex Toy Building ubicato a Madison Square Park che cesserà l'attività - come annunciato da Cipriani il mese scorso - quale ultimo capitolo della disputa col padrone di casa. Giuseppe e suo padre Arrigo Cipriani un paio d'anni fa avevano anche avuto guai con la giustizia: si erano dichiarati colpevoli di evasione fiscale e condannati a pagare l'ammenda di 10 milioni.
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22-05-2012











