Dagli USA

Guantamano. Sette anni di polemiche. La prigione aperta l'11 gennaio 2002. Ora Obama vuole chiuderla

di Marco Bardazzi

11-01-2009

WASHINGTON. Ammanettati e bendati, l'11 gennaio 2002 i primi 20 detenuti di Guantanamo sbarcarono nella base militare americana a Cuba, dopo un volo di tredicimila chilometri dall'Afghanistan. Sette anni dopo, l'anniversario dell'apertura della prigione più contestata del mondo cade nell'imminenza dell'arrivo alla Casa Bianca di un nuovo presidente, Barack Obama, e nell'attesa per le sue decisioni su cosa fare del carcere e dei 250 prigionieri che vi si trovano. Obama ha promesso di chiudere il centro di detenzione e il capo del Pentagono, Robert Gates - confermato nell'incarico dal presidente eletto - ha chiesto ai propri esperti di studiare le possibili soluzioni per mantenere la promessa. Ma per il momento resta l'incertezza, in assenza di indicazioni precise su come risolvere gli interrogativi legali sullo status di 'combattenti nemici' dei detenuti e come far fronte alle esigenze di sicurezza legate a figure come Khalid Sheikh Mohammed, lo stratega reo confesso dell'attacco dell'11 settembre 2001.
Le organizzazioni per i diritti umani, da Amnesty a Human Rights Watch, stanno ricordando l'anniversario con iniziative e manifestazioni legate dalla comune richiesta a Obama di "annunciare la data della chiusura di Guantanamo". Ma non è chiaro se il presidente eletto sarà in grado di farlo al momento del suo insediamento, il 20 gennaio. A Guantanamo, intanto, la situazione è tesa in questi giorni per uno sciopero della fame che coinvolge oltre il 10% dei 250 detenuti presenti. La protesta in occasione dell'anniversario è legata, secondo gli avvocati dei detenuti, alla disperazione per l'assenza di prospettive sul futuro, ma anche da una certa rabbia per la scarcerazione dello yemenita Salim Hamdan, condannato lo scorso agosto per essere stato un collaboratore di Osama bin Laden, ma poi trasferito in Yemen.
"Assisto 17 yemeniti che sono furiosi - ha detto l'avvocato David Remes al Miami Herald - perché Hamdan condannato per terrorismo è stato rilasciato, mentre loro, che non sono incriminati per alcun reato, continuano a marcire in cella". Sette anni dopo, la prigione è assai diversa da quella che trovarono i primi 20 che arrivarono dall'Afghanistan.
All'epoca furono ospitati a Camp X-Ray, la prigione rudimentale fatta di gabbie e capanne di legno per gli interrogatori che è rimasta aperta solo tre mesi ed è ora abbandonata tra le erbacce (anche se i media internazionali continuano a proporre immagini di Guantanamo con i detenuti in tuta arancione inginocchiati, che risalgono solo a quei tre mesi). Da allora sono sorte strutture più moderne in cemento che assomigliano - soprattutto nel caso delle ultime due ad essere inaugurate, Camp 5 e 6 - a un qualsiasi carcere federale di massima sicurezza americano. Le tute color arancione vengono usate solo per i detenuti che sono in punizione, mentre la divisa ordinaria è completamente bianca.
Oltre 600 detenuti sono stati trasferiti verso altri Paesi o rimessi in libertà dal Pentagono nel corso di questi sette anni, e una sessantina dei circa 250 ancora in cella sono già stati etichettati come non più pericolosi, in attesa di trovare Paesi disponibili ad ospitarli.

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