La politica

Romano Prodi

Pensioni: obiettivo scalone

di Chiara Scalise

12-07-2007

ROMA. Trovata l'intesa sulle pensioni basse, ora sulla strada del governo resta lo scoglio dello ‘scalone'. Il presidente del Consiglio, così come promesso, appena tornato dal viaggio in Medio Oriente si è messo al lavoro. La proposta Damiano sembra archiviata, mentre sul tavolo resiste l'ipotesi di una soluzione mista con scalini e quote. Il vero nocciolo per il governo è però rappresentato dai lavori usuranti. L'accordo sulle pensioni minime è indubbiamente un buon viatico, secondo il premier, ma questo non toglie che davanti vi sia un quadro complesso e se il Professore è pronto a accelerare, considera impensabile mettere sul tavolo una proposta che rischi di essere bocciata una seconda volta.

Già oggi, mentre proseguono i contatti tecnici informali con i sindacati e all'interno della coalizione, potrebbe essere la giornata chiave, durante la quale il premier dovrebbe provare a chiudere il grosso del dossier previdenza. Il dibattito sulle pensioni continua ad essere acceso e una sferzata al dibattito è arrivata dall'invito del leader del Pd in pectore Walter Veltroni. I destinatari sono i sindacati e il messaggio è chiaro: serve - scrive il sindaco di Roma in una lettera pubblicata su Repubblica - un nuovo patto generazionale. Parole che sembrano in sintonia con quelle del ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. La crescita della spesa e l'invecchiamento - ha infatti affermato Tps davanti l'assemblea dell'Abi - hanno "rotto e tradito" l'equilibrio.

Ma i continui appelli dell'Ulivo (anche Rutelli nei giorni scorsi ha più volte battuto su questo tasto) hanno irritato la Cisl di Raffaele Bonanni, che in 12 ore ha organizzato una manifestazione di protesta in contemporanea alla riunione del ‘Comitato dei 45' del Partito democratico. Il segretario dell'organizzazione ha colto così l'occasione per respingere al mittente le accuse.

Reduce da un incontro con Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, Bonanni in Piazza Santi Apostoli ha arringato i suoi: "Non accettiamo che vengano scaricate sul sindacato le contraddizioni interne della maggioranza". Le pensioni sono state il piatto forte della colazione di lavoro a Palazzo Chigi fra il premier, Padoa-Schioppa e il ministro del Lavoro Cesare Damiano. Pranzo durante il quale Prodi ha tracciato una direzione di marcia: il governo lavorerà alla definizione di una lista dei lavori cosiddetti usuranti, cara ai sindacati e a Rifondazione comunista, che sarà però tutt'altro che blindata. L'intenzione non è infatti di portare al tavolo della concertazione un piano con tutti i tasselli rigorosamente fissati, ma di fare in modo che ci sia spazio per aggiustamenti e modifiche che emergano dal confronto.

I tempi restano però un'incognita. L'idea del premier sarebbe comunque quella di tirare le fila già domani, mettendo a punto il dossier previdenza per poi convocare al più presto le parti sociali. Il lavoro di Palazzo Chigi d'altro canto deve tenere conto anche dei mal di pancia all'interno della maggioranza, con il Prc in testa. La sinistra dell'Unione insiste e incalza il governo chiedendo il rispetto del programma, con il partito di Franco Giordano che nutre però più di qualche timore per come si stanno mettendo le cose. Rifondazione comunista teme che "Prodi si prepari - afferma il responsabile Economico del Prc Maurizio Zipponi - a presentare una proposta prendere o lasciare scaricando su Rifondazione la responsabilità della crisi". L'aver intrecciato il dibattito al confronto-scontro fra generazioni ha poi definitivamente messo in allarme il Prc, che punta ad una controffensiva. Fra le ipotesi quella di una grande manifestazione unitaria in autunno che mobiliti le giovani generazioni proprio sul fronte della previdenza.

 

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