Il fatto

Via i Dico, arrivano i Cus. Nuova proposta di Salvi, ma restano le polemiche

13-07-2007

ROMA. Via i Dico dentro i Cus, i contratti di unione solidale. Dopo mesi di silenzio sulla questione dei diritti dei conviventi arriva, quasi improvvisa, un'accelerazione del presidente della commissione Giustizia del Senato e relatore del provvedimento, Cesare Salvi, che in mattinata presenta un testo base a partire dal quale auspica si possa trovare una soluzione condivisa per il riconoscimento delle unioni di fatto.

Il testo riprende una serie di prerogative già presenti nel ddl Bindi-Pollastrini introducendo una novità: la dichiarazione congiunta dei conviventi di fronte al giudice di pace. La Cdl insorge contro un provvedimento - attacca - inviso al Paese e soprattutto al popolo che ha manifestato a piazza San Giovanni per il Family Day, mentre i cattolici della maggioranza mostrano cautela.

Il ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni, ad esempio, raccomanda di "seguire la strada del diritto privato" senza incorrere in "ideologismi".

La senatrice teodem Paola Binetti spiega di voler valutare con attenzione la proposta di Salvi, ma puntualizza che in ogni caso "va salvaguardato l'istituto del matrimonio civile" e, insomma, non va introdotta la possibilità di "matrimoni di serie B". Per il resto, dall'Unione, in particolare dall'ala sinistra, arriva apprezzamento per l'iniziativa del presidente della commissione Giustizia. "Ci sono le condizioni - osserva il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini - per giungere a una mediazione condivisa in materia di diritti e doveri delle persone conviventi omosessuali e non".

E la ministra tiene a rivendicare ai Dico il merito di aver aperto la strada di una soluzione legislativa al problema delle convivenze. Ma c'é anche chi chiede che ci si spinga un po' più avanti. "I Cus - dice il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - sono un piccolo passo in avanti verso una legge che porti l'Italia al livello degli altri Paesi europei per quanto riguarda i diritti.

Il testo attuale può essere migliorato ed é auspicabile che sia discusso con l'intento di migliorare la vita di tantissime persone e non portare avanti una battaglia ideologica". Mentre per le deputate del Prc Titti De Simone e Vladimir Luxuria il testo "può essere considerato un passo in avanti solo rispetto al vuoto legislativo ora presente". Il centrodestra, intanto, va all'attacco. Per l'azzurra Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, "dai Cus ai Dico poco cambia: siamo di fronte al medesimo tentativo della sinistra laicista di distruggere la famiglia". "Il vero anticonformismo - dice sarcastica anche la vicepresidente di Montecitorio, Giorgia Meloni (An) - in Italia é diventato fare un figlio. Pacs, Dico e ora Cus: tra Family day e Gay pride, il governo sceglie le istanze di quest'ultima piazza e delude le attese delle associazioni schierate in difesa della famiglia tradizionale". Mentre la Lega Nord con Roberto Cota ha una sola certezza: "Cambia la dizione, ma si continua a volere la famiglia artificiale". E c'é anche chi, come il capogruppo dell'Udc alla Camera Luca Volonté, non si risparmia una battuta. "Altro che dieta mediterranea - ironizza - il 'Cus-cus' diventerà il piatto tipico di Stato...".

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