La politica

Clemente Mastella

Altro salvataggio in extremis. Giustizia. Approvata la riforma. I senatori a vita evitano la crisi

14-07-2007

ROMA. Il Senato ha approvato per alzata di mano la riforma dell'ordinamento giudiziario tra le proteste dell'opposizione. La Cdl ha abbandonato l'aula perchè poco prima un emendamento dell'ulivista Roberto Manzione, sostenuto dal centrodestra ma non dal governo, era stato bocciato grazie ai voti di tre senatori a vita: Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini e Oscar Luigi Scalfaro. L'opposizione ha accusato il governo di aver chiesto il "soccorso" dei senatori a vita che ancora una volta al senato hanno evitato la sconfitta dell'esecutivo. A questo punto, hanno affermato tutti i capigruppo dell'opposizione, il Capo dello Stato deve intervenire perchè il governo a palazzo Madama non ha più la maggioranza e "sopravvive" solo grazie ai senatori a vita che non sono stati eletti dal popolo.

Dal Quirinale un secco "No comment". Ma ambienti della Presidenza della Repubblica hanno ricordato che nel febbraio scorso quando ci fu la crisi di governo Napolitano rinviò il governo alle Camere ed ottenne la fiducia anche senza il concorso dei voti dei senatori a vita.

Usciti di scena i senatori della Cdl, la maggioranza ha approvato senza alcuna difficoltà ed in anticipo (il varo era previsto per domani) il disegno di legge sull'ordinamento giudiziario (ddl Mastella). Ora il provvedimento passa all'esame della Camera che dovrà lavorare a tappe forzate per varare la legge entro il 31 luglio, data in cui scadranno i termini della sospensiva del ddl Castelli che andrà così definitivamente in pensione.

Prima del sì finale al provvedimento al Senato c'è stata battaglia su un emendamento del senatore Roberto Manzione dell'Ulivo (riguardante la partecipazione degli avvocati ai consigli giudiziari) presentato in dissenso con il governo ma sostenuto dalla Cdl che già giovedì aveva fatto approvare un altro emendamento dello stesso senatore. Questa volta l'emendamento è stato invece bocciato per un voto (156 no, 155 sì e 2 astenuti). Al Senato però l'astensione vale come voto contrario.

Non tutti i senatori a vita hanno votato contro. Cossiga era assente per un malore, Andreotti si è astenuto, assenti anche Ciampi e Pininfarina. Si è astenuto anche il senatore Willer Bordon che l'altro ieri aveva votato a favore dell'altro emendamento di Manzione. Per protesta contro i voti dei senatori a vita la Cdl è uscita dall'aula annunciando che non avrebbe partecipato alle altre votazioni.

Al Senato non c'è più una maggioranza politica, ha attaccato Renato Schifani di Forza Italia, ed i voti dei senatori a vita ("raccattati all'ultimo minuto") hanno "falsato" la votazione sotto il profilo democratico, "il Capo dello Stato deve prenderne atto". "Festeggiate la vittoria come vi pare, noi non vogliamo partecipare al brindisi", ha affermato il capogruppo di An, Altero Matteoli che ha criticato i senatori a vita perchè non partecipano mai ai lavori delle commissioni e si presentano a votare in aula solo quando il governo invoca il loro "soccorso".

Alla senatrice a vita Rita Levi Montalcini si è rivolto il leghista Roberto Calderoli. "Lei che è stata nominata perchè ha illustrato la Patria nel suo campo - ha affermato - perchè si umilia e si abbassa a fare una parte del genere?".

Castelli ha anche precisato di distinguere il ruolo di Andreotti perchè il senatore a vita è sempre presente al Senato. Per il capogruppo dell'Udc Francesco D'Onofrio a palazzo Madama ieri "si è consumata una gravissima rottura istituzionale, non politica".

A questo punto, hanno affermato tutti i capigruppo della Cdl, deve intervenire Napolitano che "aveva chiesto a Prodi di mostrare di avere una maggioranza politica senza l'aiuto dei senatori a vita".

Per il centrosinistra l'attacco della Cdl ai senatori a vita è "un comportamento eversivo". Lo ha sostenuto la capogruppo dell'Ulivo Anna Finocchiaro secondo la quale anche senza il voto dei senatori a vita "ce l'avremmo fatta" perchè il risultato sarebbe stato 155 a 155, e come da regolamento l'emendamento sarebbe stato bocciato.

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