Dagli USA

Conrad Black

Lord Black colpevole. Responsabile di truffa rischia 35 anni di carcere

14-07-2007

NEW YORK. Conrad Black è colpevole: l'ex potente capo della Hollinger International, fino a pochi anni fa il secondo gruppo al mondo di quotidiani in lingua inglese, è stato riconosciuto responsabile dal tribunale di Chicago di truffa e ostruzione alla giustizia (dopo essere stato filmato mentre nel 2005 portava via 13 scatole di documenti dagli uffici di Toronto), e rischia ora una condanna fino a 35 anni di carcere più un'ammenda massima da 1 milione di dollari. La giuria, al termine di una lunga camera di consiglio durata 11 giorni, ha reso noto il suo verdetto, nonostante appena tre giorni fa si sia rivolta al giudice distrettuale Amy St.Eve per chiedere lumi su come procedere nell'incapacità di raggiungere un responso, anche su singoli punti. Un'incertezza che sembrava potesse preludere al colpo di scena (un'assoluzione) che invece non c'é stato. I 12 giurati hanno sposato, dopo un dibattimento di 14 settimane, il dossier dell'accusa ma solo in parte, accogliendo solo 4 dei 13 capi d'imputazione.

Le indagini sono state guidate nientemeno che dal procuratore Patrick Fitzgerald, lo stesso che ha incriminato Lewis 'Scooter' Libby, braccio destro del vicepresidente Usa Dick Cheney. Fitzgerald ha messo a soqquadro l'attività e soprattutto le spese di Black, alla guida del gruppo editoriale dal 1997 al 2003, che ha rinunciato alla cittadinanza canadese per quella britannica con fine di poter ricevere 6 anni fa il titolo di Lord. Nel mirino le spese folli, per decine di milioni (almeno 60), fatte a fini personali e privati, a carico della società e contro gli interessi degli azionisti.

Una condotta che ha coinvolto ex top manager della società, tutti coimputati e tutti riconosciuti colpevoli: Jack Bolutbee (ex numero uno della finanza), Peter Atkinson (ex consigliere generale) e Mark Kipnis, un legale che è stato segretario della compagnia nel quartiere generale di Chicago. Black, 62 anni, che era a capo di un colosso che controllava testate come il Jerusalem Post, il Daily Telegraph e il Chicago Sun Times, ha sempre difeso la propria condotta respingendo le accuse, ad esempio, di aver utilizzato l'aereo aziendale per andare in vacanza con la moglie Barbara Amiel Black sull'isola di Bora Bora. Oppure di aver addebitato alla Hollinger 40mila dollari su 62mila spesi per una festa di compleanno della moglie al ristorante La Grenouille di New York, città dove ha comprato un lussuoso appartamento a prezzo stracciato, soltanto 3 milioni di dollari, alla società. Poi, nel corso delle indagini, sono emersi altri episodi contestati, come la vendita di alcune testate con clausole di non concorrenza e contestuali pagamenti a favore di Black e dei top manager. Scontato il ricorso in appello contro il verdetto, già anticipato dai legali. Black ha sempre mescolato con abilità affari e politica, aprendo le porte del Board della compagnia a personaggi come l'ex segretario di Stato Usa, Henry Kissinger, o l'ex segretario alla Difesa, Richard Perle. Non solo: ha rinunciato alla cittadinanza canadese per quella britannica e poter così ricevere sei anni fa il titolo di Lord.

Il palinsesto di oggi