Dal Mondo

David Miliband, ministro degli esteri britannico

Ex spia del KGB. Rappresaglia della GB. Via 4 diplomatici russi

17-07-2007

LONDRA. Non si uccide impunemente la gente al centro di Londra con il polonio radioattivo: in risposta alla mancata collaborazione del Cremlino sul dirompente caso Litvinenko il governo britannico ha annunciato ieri l'espulsione di quattro diplomatici russi, la sospensione dei negoziati per la semplificazione del regime dei visti tra i due Paesi e un "riesame" su una vasta gamma di questioni bilaterali. "Non è una situazione che abbiamo cercato, non è una situazione che ci piaccia ma non avevamo scelta", ha sottolineato il neo-ministro degli Esteri David Miliband quando a metà pomeriggio di ieri con un intervento ai Comuni ha dato notizia di una raffica di rappresaglie da guerra fredda.
Per il Regno Unito è "estremamente deludente" e "inaccettabile" che il Cremlino abbia respinto una richiesta di estradizione nei confronti di Andrei Lugovoi, l'uomo d'affari russo incriminato da Scotland Yard per il mortale avvelenamento dell'ex-agente del Kgb Aleksandr Litvinenko. Lugovoi ha anche lui un lungo passato nei servizi segreti e ha lasciato dietro di sé un'inquietante e incontrovertibile scia di polonio-210: si sarebbe servito di uno spray per versare una massiccia dose della letale sostanza radioattiva dentro un thé bevuto dall'ignaro Litvinenko - uno tra i più feroci oppositori del presidente Vladimir Putin, da pochi mesi cittadino britannico - il 1 novembre durante un incontro al lussuoso albergo Millennium di Londra.
"Abbiamo deciso l'espulsione di quattro diplomatici - ha spiegato Miliband, alle prese con la sua prima grossa crisi di politica estera - per mandare al governo russo un chiaro e proporzionato segnale sulla gravità del caso". A suo avviso Scotland Yard ha raccolto contro Lugovoi "una notevole quantità di prove" e il Cremlino non può continuare a ignorarlo. Forte del pieno sostegno delle opposizioni per l'energica linea adottata, il nuovo capo del Foreign Office ha detto che la Gran Bretagna solleciterà la solidarietà dei partner europei: "Ci aspettiamo che le preoccupazioni del Regno Unito vengano tenute in conto per i futuri rapporti tra Europa e Russia". Miliband trova criticabile che il Cremlino "non abbia preso atto della gravità da noi attribuita al caso o della gravità delle questioni connesse, malgrado i contatti al più alto livello". "Un cittadino britannico - ha incalzato - ha fatto una morte orribile dopo una lenta agonia e la sua uccisione ha messo centinaia di residenti e visitatori a rischio di contaminazione radioattiva".
Che la Gran Bretagna si preparasse a rispondere con l'artiglieria pesante era apparso già chiaro la settimana scorsa quando il governo Brown era andato su tutte le furie per il formale niet del Cremlino all'estradizione di Lugovoi. Dal 27 giugno a Downing Street al posto di Tony Blair, Gordon Brown non vede la minima ragione per essere accomodante nei confronti di un Putin che nel mondo politico britannico è sempre più apertamente criticato per le sempre più accentuate derive autoritarie e per la spregiudicata rinazionalizzazione del comparto energetico a danno delle compagnie occidentali.
Tra l'altro a Londra non si esclude affatto che proprio dal presidente russo sia partito l'ordine di eliminare lo scomodo Litvinenko che dal suo letto di morte lo chiamò esplicitamente in ballo come il mandante ultimo. Malgrado la costituzione in vigore a Mosca vieti l'estradizione di cittadini russi, Brown e Miliband non considerano giustificato il secco niet del Cremlino per Lugovoi: la percezioni di insieme è che Putin ha fatto poco o niente per agevolare le indagini di Scotland Yard e ha preso spesso e volentieri un atteggiamento ostruzionistico. La settimana scorsa il governo di Sua Maestà ha respinto in modo categorico anche una proposta russa di compromesso: quella di processare il presunto "killer radioattivo" Lugovoi in patria sulla base delle prove a carico raccolte da Scotland Yard: "In Russia - ha tagliato corto Downing Street - non esistono gli standard di imparzialità ed equità necessari.
Il crimine è stato commesso a Londra, il processo deve aver luogo a Londra".

 

 

Il palinsesto di oggi