Dall'Italia

Perugia. Assenteismo in ospedale: 12 arresti

di Claudio Sebastiani

17-07-2007

PERUGIA. Dovevano essere al lavoro all'ospedale di Perugia e invece - secondo i carabinieri del Nas - in quelle ore spesso svolgevano altre attività, in cliniche private e strutture di diverso genere, o trascorrevano liberi il proprio tempo grazie a qualcuno che timbrava per loro il cartellino segnatempo: per questo dieci tra medici, coordinatori capi sala, infermieri, tecnici di laboratorio e dipendenti amministrativi sono stati arrestati stamani. Complessivamente 12 le ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip Nicla Flavia Restivo su richiesta del procuratore Nicola Miriano e del sostituto Giuseppe Petrazzini: due in carcere e dieci ai domiciliari (due ancora da eseguire).
Riguardano otto dipendenti dell'azienda ospedaliera, un ex della stessa e tre dell'università che operavano tutti presso strutture ospedaliere perugine. Gli indagati a piede libero sono invece 68, infermieri, medici, tecnici di laboratorio e di radiologia, personale amministrativo. A carico di tutti sono stati ipotizzati, a vario titolo, i reati di truffa aggravata e falso in atto pubblico.
Il blitz del Nas di Perugia - comandato dal luogotenente Orazio Pellegrini - è scattato ieri mattina e ha visto impegnati anche diversi reparti del comando provinciale dell'Arma. L'operazione, denominata "Fantasma", è stata avviata di fatto nel settembre scorso con i primi quattro arresti per assenteismo.
Approfondendo gli accertamenti, i militari hanno ipotizzato che il fenomeno nell'ospedale perugino fosse più diffuso di quanto ipotizzato. In una nota diffusa oggi dal procuratore Miriano si sottolinea che le misure cautelari sono state rese indispensabili dalla constatazione che gli indagati "per nulla intimoriti o dissuasi da quanto in precedenza verificatosi, persistevano nelle condotte delittuose".
Le immagini riprese dalle telecamere dei carabinieri del Nas presso gli apparecchi marcatempo hanno così mostrato dipendenti ospedalieri e universitari che "timbravano sistematicamente" - secondo il Nas - i badge propri e quelli di altri assenti dal servizio. Chi lasciava il posto di lavoro - secondo le intercettazioni telefoniche e i servizi di osservazioni eseguite dal personale dell'Arma - lo faceva per svolgere altre attività o per dedicarsi alle incombenze domestiche.
Nelle cliniche private i medici, che avrebbero anche esercitato attività professionali a pagamento in ospedale (la cosiddetta intramoenia) negli orari in cui dovevano farlo per la struttura sanitaria. Altri avrebbero lavorato presso strutture private, sanitarie e non. Per questo gli atti finiranno anche alla Corte dei conti che dovrà valutare pure il danno d'immagine.
L'Azienda sanitaria ha intanto annunciato di avere sospeso i dipendenti raggiunti dalle ordinanze cautelari. "Siamo parte lesa" ha rivendicato il direttore generale Walter Orlandi. La Regione ha invece reso noto che promuoverà "immediatamente" una commissione d'inchiesta. "Noi siamo parte lesa, insieme all'Azienda ospedaliera, perché rappresentiamo i legittimi interessi del cittadino sul quale ricadono poi le negative conseguenze di tali comportamenti" hanno sottolineato la presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti e l'assessore Maurizio Rosi.
Per Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli ordini dei medici è giusto punire gli assenteisti "ma la maggioranza dei medici non bada agli orari, si sacrifica oltre il dovuto e regge sulle proprie spalle il servizio pubblico". Il blitz di oggi sembra comunque solo un passo dell'inchiesta. Secondo lo stesso gip è infatti necessario svolgere altri accertamenti per "chiarire sia l'esistenza di ulteriori ipotesi delittuose, sia il coinvolgimento di eventuali concorrenti in quelle per cui si procede".
L'indagine punterà anche a chiarire come abbiano funzionato i controlli sui dipendenti. Quelli indagati, intanto, da domani compariranno davanti al gip per fornire la loro versione negli interrogatori di garanzia.

 

Il palinsesto di oggi