Dagli USA

Letizia Moratti

Il sindaco di Milano a Washington. Incontro con Laura Bush e Nancy Pelosi

di Luciano Clerico

17-07-2007

WASHINGTON. C'é modo e modo di lanciare una candidatura all'Expo 2015. Per riuscirci il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha scelto la via diplomaticamente più diretta: rafforzare le relazioni con gli Stati Uniti, cercando consensi sia presso le grandi società di ricerca, sia direttamente alla Casa Bianca e al Congresso.
È questo il senso del suo viaggio di due giorni a Washington dove, in una rete fittissima di appuntamenti, Letizia Moratti è riuscita tanto a fare colazione alla Casa Bianca ospite di Laura Bush, quanto a organizzare un incontro con i parlamentari italo-americani del Congresso. Al quale ha voluto essere presente anche una delle figure emergenti della politica americana, la portavoce del Congresso Nancy Pelosi. "Rafforzare i legami tra Milano e gli Stati Uniti è fondamentale - ha spiegato il sindaco - anche perché Milano dal punto di vista delle partnership e delle joint ventures è per gli Usa la città più importante d'Italia. Sono 1.700 le aziende americane presenti sul territorio italiano. Quasi tutte o sono a Milano, o hanno lì il loro quartiere generale".
Così se è vero che l'Expo 2015 rappresenta per Milano un traguardo da raggiungere, è altrettanto vero che la strada che porta al raggiungimento di quel traguardo passa anche dagli Usa. "Con Laura Bush, che è appena tornata da un viaggio in Sud Africa, Tanzania e Ruanda - ha riferito Letizia Moratti - ci siamo scambiate una serie di opinioni su cosa si possa fare concretamente per l'Africa, al di là delle belle parole e delle buone intenzioni. Di certo la base di tutto è l'educazione. Milano, che è la capitale del Volontariato, può essere all'altezza di una collaborazione concreta su progetti internazionali. Ho offerto, per esempio, la disponibilità della rete delle nostre università".
Come nel campo dell'educazione, così anche su altri temi Milano e l'America secondo il sindaco hanno molte cose da dirsi. "Ci sono settori come la ricerca scientifica in campo medico, le bio-informatica, la ricerca applicata in genere, le biotecnologie, che hanno un potenziale enorme. Milano vanta esempi di eccellenza a livello di quelli americani".
Si tratta di rafforzare la rete di scambi e di collaborazioni possibili, sia attraverso scambi di tipo istituzionale, sia attraverso collaborazioni private, tra associazioni, tra singole città. La via per l'Expo passa anche da lì.
Nello stesso tempo il viaggio a Washington ha avuto per il sindaco di Milano una sua dimensione più propriamente politica quando, alla Rayburn House del Congresso, ha incontrato Nancy Pelosi e altri parlamentari italo-americani. "Colpisce sempre constatare la forza di questo loro doppio orgoglio: da un lato quello delle radici italiane, dall'altro quello di essere parte di una grande nazione alla prese con grandi sfide, come per esempio quella dell'immigrazione. Anche su questi temi il confronto è più che mai opportuno". Tanto più che per un paio di giorni, come una liberazione, ha avuto modo di non spendere una parola sul caso Sgarbi, le mostre omosessuali e le polemiche conseguenti.
Il sindaco ha poi portato un messaggio alla comunità italo-americana di Washington in cui ha definito l'immigrazione un fenomeno glocale (neologismo che incrocia il concetto di globale a quello di locale, ndr) che però necessita di un intervento duplice: da un lato progetti globali, coordinati tra le diverse istituzioni internazionali.
Dall'altro di interventi locali, curati sul territorio. C'é insomma bisogno di una ‘solidarieta' glocale.
In un incontro alla Rayburn House del Congresso al quale hanno partecipato anche una ventina di parlamentari americani e l'ambasciatore italiano a Washington, Giovanni Castellaneta, Letizia Moratti ha insistito molto sul tema immigrazione, questione di assoluta attualità e che riguarda tutto il mondo.
Parlamentari e sindaco hanno convenuto sul fatto che sono necessari oggi progetti di solidarietà tarati sulle singole realtà territoriali. Se quello dell'accoglienza è un problema che riguarda tutti e deve rispondere ad una esigenza di solidarietà globale, è anche vero che solo attraverso programmi di solidarietà locale si possono ottenere risultati concreti. Ogni realtà territoriale comporta esigenze e soluzioni diverse. E' la sovrapposizione delle due analisi che deve portare ad un tipo di solidarietà ‘glocale' capace di tradursi in un modello di riferimento. E' la linea che, negli Stati Uniti, porta avanti tra i Democratici Nancy Pelosi. Una linea che Letizia Moratti condivide in pieno.

 

Il palinsesto di oggi