Dall'Italia

Disperazione e morte ancora una volta al largo di Lampedusa. 17 immigrati morti

19-07-2007

PALERMO. Diciasette immigrati morti, tra cui un bambino, in due naufragi, il primo in acque libiche il secondo al largo di Lampedusa; un peschereccio tunisino "dirottato" da un gruppo di clandestini che non volevano separarsi dai familiari trasbordati su una motovedetta; sbarchi a ripetizione sulle coste siciliane e motovedette impegnate per tutta la giornata in frenetiche operazioni di soccorso.

Scene di disperazione e morte, ancora una volta, nel Canale di Sicilia preso d'assalto da centinaia di extracomunitari disposti a tutto pur di arrivare in Italia. Come i clandestini soccorsi da un peschereccio tunisino a 42 miglia a sud di Lampedusa. Sono loro i protagonisti di quello che in un primo momento sembrava un atto di pirateria.
Raggiunti da una motovedetta della Guardia di Finanza, in 15 sono stati trasbordati e stavano per fare rotta verso Lampedusa lasciando sul motopesca diretto in Tunisia fratelli, madri, mogli. Terrorizzati dalla separazione dei familiari, gli immigrati rimasti sul peschereccio si sono ribellati e hanno tentato di costringere il comandante a dirigere la prua verso le Pelagie. L'imbarcazione ieri era ferma in acque internazionali.
L'equipaggio del moto- pesca è invece salito su una motovedetta tunisina che ha tentato di parlamentare con i "ribelli". Attimi convulsi mentre a poche miglia un barcone con 26 immigrati si rovesciava durante la manovra di salvataggio da parte della Corvetta Sfinge della Marina Militare. Ventidue sono stati tratti in salvo; quattro sono affogate. Tra le vittime, anche un bambino.
In acque libiche, invece, a 187 miglia a sud di Lampedusa è naufragata un'altra carretta del mare, inghiottita dai flutti quando i clandestini hanno avvistato il motopesca italiano, Monastir, impegnato in una battuta in quella zona. Per l'agitarsi dei clandestini, il barcone si è capovolto prima che il Monastir riuscisse ad aggangiarlo. L'equipaggio è riuscito a recuperare solo 14 persone. Ma l'interminabile scia di morte non ferma i tentativi disperati dei clandestini. Da martedì notte sette carrette sono state intercettate al largo delle coste siciliane. In tutto a Lampedusa sono giunti in 24 ore, in sei distinti sbarchi, circa 200 extracomunitari.
In tilt il centro di accoglienza che già martedì ospitava 400 persone a fronte di 190 posti letto. Oggi, in 400 saranno trasferiti in aereo nel cpt di Crotone. I primi tre arrivi nella maggiore delle Pelagie sono di martedì sera. Prima è stata soccorsa una carretta con 45 immigrati, tra cui due donne; poi altri 38, tra cui quattro donne, e infine 15 extracomunitari che erano sull'imbarcazione soccorsa dal peschereccio poi "dirottato". Nel pomeriggio altri tre arrivi: in tutto 96 persone trasferite nel centro dell'isola. E una settima imbarcazione, stavolta a bordo erano in dieci, è stata intercettata nelle acqua di Portopalo di Capo Passero.
"Preoccupazione per i naufragi e per gli incidenti avvenuti nel Mediterraneo nel corso degli ultimi giorni che hanno causato nuovi morti e decine di dispersi" viene espressa da Laura Boldrini, portavoce in Italia dall'alto Commissariato Onu per i rifugiati. Riguardo alla vicenda del "dirottamento" del peschereccio tunisino Boldrini sottolinea che "da testimonianze di persone facenti parte dello stesso gruppo, giunte questa mattina a Lampedusa, risulterebbe che il peschereccio avrebbe soccorso l'imbarcazione in difficoltà e che a bordo vi sarebbero una ventina di persone, tra cui donne e bambini".

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