Il fatto

Blair a Roma. Incontro con Prodi

di Fabrizio Finzi

19-07-2007

ROMA. Una visita di lavoro per "orientarsi", ricognitiva e decisamente "low profile" quella di Tony Blair a Roma nella sua nuova veste di inviato speciale del Quartetto (Usa_Russia_Ue_Onu) per il Medio Oriente. Una serie di colloqui con il Governo italiano alla vigilia del debutto che avverrà oggi a Lisbona dove è stata convocata _ per la prima volta dopo la presa di Gaza da parte di Hamas _ una attesissima riunione del Quartetto, l'organizzazione che la Comunità internazionale ha scelto per tentare di risolvere la crisi israelo_palestinese.
Una visita al riparo della stampa, forse tenuta lontana dallo stesso Blair, riferiscono fonti diplomatiche, che ha chiesto esplicitamente una adeguata riservatezza essendo alla vigilia del debutto nel suo nuovo ruolo di inviato speciale del Quartetto. Una riservatezza che certo non sarà dispiaciuta neanche a Romano Prodi e a Massimo D'Alema tutt'oggi alle prese con una fastidiosa polemica politica sul ruolo di Hamas. Una polemica di un certo peso e che ha travalicato i confini nazionali, come conferma la presa di posizione del ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner: "Sono spesso d'accordo con il mio amico Massimo D'Alema, ma in questo caso no". E il "caso" di cui parla Kouchner è proprio il ruolo di Hamas.
"Terroristi" con i quali non si può parlare, come sostiene Israele? oppure "movimento popolare" che ha vinto le elezioni "da non regalare ad al Qaida", come ha sostenuto D'Alema dando il via a 48 ore di polemiche?
Nelle due ore di colloquio a palazzo Chigi, assicurano fonti diplomatiche, le polemiche su Hamas che hanno investito D'Alema non sono mai state menzionate ma il premier Romano prodi non ha rinunciato ad affrontare il cuore del problema, Hamas, e a proporre ad un Blair attentissimo ad ogni spunto _ l'ex premier britannico "era in un 'listening mood'", ha spiegato una fonte _ una "lettura realistica". In sostanza il premier ha riconfermato a Blair quella che è ormai da tempo una convinzione del Governo italiano: pieno sostegno al presidente Abu Mazen senza ignorare che sul terreno esiste una certa realtà che si chiama Hamas; prima o poi bisognerà porsi il problema.
Intanto c'é l'emergenza di questi giorni e Romano Prodi ha chiesto esplicitamente a Blair di impegnarsi affinché gli aiuti arrivino al più anche a Gaza "onde evitare possibili emergenze umanitarie". Blair, molto silenzioso, ha chiesto al premier italiano imput, suggerimenti e chiavi di lettura della complessa situazione palestinese. Prodi gli ha riferito delle informazioni acquisite durante il suo recente viaggio in Israele e nei Territori spiegandogli pacatamente che "Gaza non può essere lasciata isolata" anche perché prima o poi, come ha annunciato lo stesso presidente Abu Mazen, si arriverà ad elezioni anticipate e tutti si dovranno porre il problema del voto. A Gaza cosa succederà? Si voterà?
Tanti spunti quindi per Tony blair che ha incassato il "pieno sostegno" dell'Italia al mandato ricevuto nel suo nuovo ruolo che l'ex premier britannico sembra intenzionato a svolgere con ampiezza. Non a caso le discussioni di questa sera a palazzo Chigi, riferiscono le fonti, non si è limitato alle questioni palestinesi ma è più volte spaziato sulle crisi vicine, da quella Libanese a quella iraniana. Neanche il ruolo della Siria é stato lasciato fuori dall'esame di palazzo Chigi.

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