Dal Mondo

Le infermiere bulgare fuori dal carcere

Liberate e rimpatriate le infermiere bulgare

di Flaminia Bussotti e Atanas Tsenov

25-07-2007

VIENNA. È finito col ritorno in patria e la grazia del presidente Giorgi Parvanov, il calvario delle cinque infermiere bulgare e del medico di origine palestinese condannati a morte e detenuti per oltre otto anni in Libia con l'accusa di avere deliberatamente contagiato col virus dell' aids Hiv oltre 400 bambini libici di cui oltre 50 deceduti. Dopo anni di pressioni su Tripoli e una massiccia offensiva diplomatica internazionale gli ultimi mesi, le cinque donne sono state liberate all'alba in Libia assieme al medico palestinese che ha preso da poco la cittadinanza bulgara. Nel ‘rush' finale i maggiori allori se li sono conquistati la coppia Nicolas e Cecilia Sarkozy e l'Ue nella persona del commissario per le relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner, la quale assieme alla moglie del presidente francese era a Tripoli e ha riaccompagnato sull'aereo fino a Sofia i sei sanitari.

L'atterraggio alle 9:45 ora locale è stato seguito in diretta dalle tv bulgare e da centinaia di reporter sul posto. ‘Il grande ritorno', ‘Incredibile! Sono tornate', sono alcuni dei commenti dei media bulgari. "Quello in cui non sono riusciti in otto anni decine di uomini, ci sono riuscite due donne in tre giorni", ha detto la tv pubblica Btv.

Abbracci e lacrime di commozione hanno accompagnato il primo contatto delle infermiere con i familiari. Non riusciamo ancora a capacitarci di quel che è successo! , è stato il primo commento di Nassia Nenova, una delle infermiere. "Lo so che sono libera, che mi trovo in terra bulgara ma non riesco ancora a credere che tutto questo sia realtà", ha detto la collega Kristiana Valeva sottolineando che serberà "anche bei ricordi dalla Libia perché la gente comune è come noi". Dopo l'arrivo i sei sono stati trasportati alla residenza presidenziale di Boyana, dove trascorreranno alcuni giorni per adattarsi alla nuova realtà e ricevere cure.

Subito dopo il loro rientro, il presidente Parvanov ha firmato il decreto di grazia: "Oggi è un bel giorno per la Bulgaria, per i bulgari e soprattutto per le nostre infermiere", ha detto. "La tragedia è finita, voi siete a casa e siete libere , ha aggiunto il premier Serghei Stanishev sottolineando che il rilascio "é diventato una realtà grazie al forte appoggio dell'Ue", dopo l'adesione della Bulgaria lo scorso gennaio.

Il caso delle infermiere bulgare, che durante la loro prigionia hanno detto di essere state anche torturate, ha avuto una svolta pochi giorni fa con la commutazione della condanna a morte in ergastolo da parte del Consiglio supremo libico. Prima della commutazione la Libia aveva negoziato con la comunità internazionale un indennizzo di circa 460 milioni di dollari alle famiglie delle vittime (un milione per bambino).

Decisivo per il rilascio è stato un memorandum firmato dalla Ferrero-Waldner che, stando al ministro degli esteri libico Abdel Rahmen Shalgham, spiana la via a una piena cooperazione di Tripoli con l'Ue. Dall'ufficio della commissaria è stato confermato che l'Ue ha stanziato finora 2.5 milioni di euro per cure ai bambini malati di aids e assistenza alle famiglie. Nei giorni scorsi, prima della commutazione della condanna a Tripoli, il ministro degli esteri bulgaro Iwailo Kalfin aveva accennato alla possibilità di cancellare o tagliare il debito contratto dalla Libia durante il comunismo (secondo stime 250-400 milioni di dollari) ma non ci sono sviluppi ufficiali. A Parigi il presidente Sarkozy ha assicurato invece che né la Francia né l'Ue hanno pagato per il rilascio e ha lodato il ruolo di mediatore del Qatar. Sarkozy e il ministro degli esteri Bernard Kouchner saranno domani in visita a Tripoli. Assieme alla moglie Cecilia e alla Ferrero-Waldner, Sarkozy è stato dichiarato oggi cittadino onorario di Sofia: a settembre sarà anche in visita in Bulgaria assieme alla moglie.

A felicitarsi per la fine del dramma anche il presidente Usa George W. Bush, che nella sua recente visita a Sofia aveva messo il caso in alto nelle sue priorità. "Indipendentemente dal nostro intervento - ha detto telefonando a Parvanov - il merito é tutto vostro". Sollevata per il felice esito anche la Ferrero-Waldner secondo cui il rilascio "apre la strada a nuove, approfondite relazioni fra Ue e Libia": "questo - ha detto commossa - è un giorno di gioia". Stanca ma felice pure Cecilia Sarkozy: "é una grande gioia aver riportato a casa le bulgare", ha detto aggiungendo che è stato difficile e che è stanca perché non ha dormito per due giorni.

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