La politica

Il vice ministro degli Esteri, con delega per gli Italiani nel mondo, Franco Danieli

Partita la riforma sul voto all'estero

28-07-2007

IL governo si è messo al lavoro per cambiare la legge Tremaglia sul voto dei cittadini italiani residenti all'estero. Lo ha ha annunciato ieri il vice ministro degli Esteri con delega per gli Italiani nel Mondo Franco Danieli, in una conferenza stampa alla Farnesina. La proposta verrà presentata per la metà di settembre. Ad accelerare i lavori le presunte irregolarità australiane

ROMA. E' già in movimento la macchina per per l'elaborazione della proposta di modifica della legge elettorale nella parte che riguarda il voto degli italiani residenti all'estero. L'annuncio, fatto ieri mattina dal viceministro Franco Danieli, titolare della delega per gli italiani residenti all'estero, è stato secco, senza cioé anticipare quali saranno i punti della legge vigente - la "Tremaglia", dal nome dell'ex ministro - sui quali la commissione (insediata nei giorni scorsi) dovrà intervenire. Ma, il fatto che di essa facciano parte tecnici della presidenza del Consiglio e dei ministeri dell'Interno e degli Esteri lascia intendere che non si tratterà di un semplice maquillage, ma più probabilmente di una ampia riscrittura del testo della - oggi contestata da più parti - legge e, di conseguenza, anche del regolamento di attuazione.

Ad accelerare l'avvio della procedura di modifica hanno probabilmente contribuito le critiche di cui è stata fatta oggetto e che hanno avuto, come ultimo capitolo, la vicenda del video che - reso pubblico da un ex candidato per il centrodestra nella ripartizione Asia-Australia - mostra una persona che compila, votando per esponenti dell'Unione, pacchi di schede elettorali, per la Camera e per il Senato. Un video che, come scontato, ha avuto giudizi nettamente discordanti tra maggioranza e opposizione, con i partiti di governo a ridimensionarne l'attendibilità o la veridicità e quelli del centrodestra a porlo a base dell'ennesima richiesta di riconteggio delle schede provenienti dall'estero o, addirittura, del loro annullamento.

D'altra parte la legge Tremaglia ebbe, ancor prima della sua entrata in vigore,aspre critiche dai partiti del centrosinistra, che chiesero di cambiarne alcune parti. Poi anche il Consiglio di Stato, con una sentenza del dicembre del 2002, ha espresso molti e, in alcuni casi, severi rilievi su diversi aspetti del regolamento di attuazione della legge di disciplina del voto degli italiani all'estero. Rilievi, in particolare, eccepiti sulla protezione dei dati personali, sulle opzioni concesse agli elettori cancellati dalle liste elettorali, sulle modalità di comunicazione dagli uffici consolari ai connazionali all'estero, su alcune incongruenze tra legge e regolamento in materia di modalità di conferimento delle schede agli uffici consolari.

L'annuncio di ieri di Danieli segue di quindici giorni la presa di posizione congiunta dei ministri Chiti, D'Alema e Amato che,"dopo le recenti vicende che hanno in ogni caso evidenziato carenze nella normativa", hanno auspicato una "riforma del regolamento concernente il voto degli italiani all'estero". Alla commissione non sono state date linee guida entro le quali incanalare la riscrittura del provvedimento. Ma, anche sulla base delle critiche più frequenti mosse al regolamento, si può fondatamente ritenere che si tratterà di correzioni tecniche, soprattutto per quanto riguarda la fase della distribuzione delle schede o del loro conferimento agli uffici consolari. Questo anche perché la Tremaglia, nella sua formulazione generale, non poteva tenere conto dei diversi sistemi postali che operano nei Paesi dove risiedono i connazionali che vogliono potere esprimere il loro voto e che, quindi, almeno formalmente, devono essere messi nelle medesime condizioni per farlo. Una esigenza imprescindibile, questa, che lo stesso Danieli ha in passato più volte sottolineato.

Un altro dei punti sui quali la commissione potrebbe soffermarsi è sulle modalità di scrutinio che, nella passata (e prima, per il voto all'estero) tornata elettorale si è svolto contestualmente a Castelnuovo di Porto (Roma), dove fu istituito un unico seggio. Un luogo, come fu definito dallo stesso Danieli, dalla "dimensione inaccettabile" con "troppa gente che lavorava nello stesso posto" e "troppa confusione".


 

 

 

 

 

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