Dal Mondo

Betancourt, possible la sua liberazione. Dovrebbe essere consegnata a Cecilia Sarkozy

07-08-2007

BOGOTÀ. Una viva luce di speranza, subito attenuatasi però, ha riportato ieri alla ribalta la figura di Ingrid Betancourt, ex candidata presidenziale colombiana da quasi cinque anni e mezzo ostaggio delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) di cui, secondo la giornalista dell'opposizione venezuelana Patricia Poleo, sarebbe imminente la liberazione in Venezuela. In un editoriale per il periodico El Nuevo Pais, e poi in interviste a emittenti radiofoniche di Colombia e Perù, proprio mentre il presidente Hugo Chavez lasciava Caracas per un viaggio in quattro paesi del Sudamerica, la Poleo ha rivelato che "da molte settimane" la Betancourt è stata trasferita nel villaggio di Elorza (Stato venezuelano di Apure al confine con la Colombia) per essere prossimamente rimessa in libertà. La donna, ha aggiunto la giornalista in prima linea nelle critiche al governo bolivariano, si troverebbe nella fattoria del leader guerrigliero conosciuto come ‘Grannobles', fratello del ‘Mono Jojoy' (uno dei massimi dirigenti delle Farc, ndr.), custodita da 300 guerriglieri pesantemente armati".

Citando "fonti militari venezuelane" la giornalista, su cui pende un mandato di cattura della magistratura venezuelana e che vive in esilio a Miami, ha spiegato che la liberazione della leader del movimento Verde Oxigeno dovrebbe servire a rialzare le quotazioni di Chavez, in difficoltà davanti all'opinione pubblica internazionale dopo la vicenda del mancato rinnovo della licenza all'emittente Tv Rctv.

La Poleo ha anche ipotizzato che il rilascio della Betancourt, della sua vice Clara Rojas e del figlioletto di questa, Emanuel, potrebbe avvenire in occasione di un viaggio a Caracas della first lady francese, Cecile Sarkozy, per il fatto fra l'altro che la Betancourt ha la doppia cittadinanza colombiana e francese.

Fin qui le rivelazioni, che non sono però state seguite da alcun riscontro. L'Eliseo a Parigi non ha confermato la vicenda, assicurando che la signora Sarkozy non ha alcun progetto di recarsi prossimamente né in Venezuela, né in Colombia. Da parte sua il governo colombiano ha dichiarato di "non sapere nulla" , mentre una fonte dei servizi segreti a Bogotà ha definito il tutto "destituito di fondamento".

Prudenti sulla vicenda sono stati anche il figlio della Betancourt, Lorenzo, e l'ex marito Fabrice Delloye, che ha parlato di "notizie giornalistiche". Nel febbraio scorso, fra l'altro, lo stesso presidente colombiano Alvaro Uribe aveva sostenuto in una intervista con il quotidiano francese Le Figaro che "la Betancourt è trattenuta in un paese vicino", un particolare a cui poco dopo ‘Ivan Marquez', membro del segretariato delle Farc, ha replicato sostenendo che "l'ipotesi non sta né in cielo né in terra". Domenica, nel corso del suo tradizionale programma settimanale Alò Presidente, Chavez aveva trattato la questione dell'accordo umanitario fra il governo di Uribe e le Farc, sostenendo che "vorrei avere una conversazione politica con i comandanti guerriglieri della Colombia, ascoltarli. Ho parlato con alcuni di loro che sono venuti qui, ogni volta che il governo della Colombia lo ha permesso, cercando di dare un aiuto".

 

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