La politica

Enrico Letta

Letta inteviene sulle primarie: "Basta con i veleni"

10-08-2007

ROMA. Alle accuse del ministro per le Politiche giovanili Giovanna Melandri, che ieri in un'intervista al Corriere della Sera ha puntato il dito contro chi semina veleno nella corsa per le primarie, hanno risposto i due competitor di Veltroni. Il sottosegretario Enrico Letta, legato da un buon rapporto con la Melandri, non ha dato ai cronisti occasione di alimentare la querelle e ha dichiarato che non "criticherà mai" il ministro. Al contrario, la "pasionaria" Rosy Bindi non ha fatto mancare la sua risposta a stretto giro di posta, spiegando che la Melandri "chiama veleno una sana competizione. Parlare di veleno nelle elezioni - ha aggiunto la candidata alla segreteria del Pd e ministro della Famiglia - può significare tradire una mentalità che proprio non è da Partito democratico". Bindi ha riconosciuto che "Veltroni era il candidato naturale di questa competizione, ma - ha rilevato a Catania per presentare la sua candidatura - non c'era bisogno che con lui si schierassero con un voto i partiti fondatori del Pd. Ci potevano essere tanti candidati e ci sarebbe stata una sana competizione, invece ci sono gli organi di partito che sostengono non un candidato ma addirittura un ticket". Bindi ha poi affermato che "qui in Sicilia mi sarebbe piaciuta molto una collaborazione con Leoluca Orlando, perchè una delle connotazioni che voglio dare alla mia candidatura è quella del rapporto tra legalità, sviluppo ed equità". Ma il portavoce nazionale di Italia dei Valori, pur apprezzando le parole della Bindi, ha risposto: "devo purtroppo ricordare che a me e a Di Pietro, come a migliaia di militanti e sostenitori di Idv è stato impedito di partecipare fin dall'inizio alla costruzione del Pd". Intanto, mentre il segretario Ds Piero Fassino entra nella lista a sostegno del sindaco di Roma, il tema di nuove alleanze agita ancora le acque del centro-sinistra.  Bindi ha detto di non essere d'accordo con "alleanze di nuovo conio", termine lanciato da Rutelli, spiegando che "il governo sta lavorando bene e i ministri della sinistra popolare stanno facendo un buon lavoro". Secondo Luigi Bobba, senatore teodem della Margherita, "rischia comunque di aver ragione Mastella, non tanto per un anacronistico ritorno della ‘Balena biancà, quanto piuttosto perchè interpreta un disagio reale per alleanze che finiscono per premiare le ali estreme delle coalizioni". Bobba ha ricordato i risultati di un sondaggio su cattolici e voto commissionato dai dielle all'Ipsos che conferma che "più del 30% degli italiani vedrebbe con un certo favore la nascita di un terzo polo fuori dagli attuali schieramenti. E tale percentuale sale al 44% tra i cattolici praticanti. Il nascente Pd se non fa i conti con questo disagio rischia di diventare una ‘Cosa 3' destinata a non saper raccogliere anche il consenso di tanti elettori credenti che in questi ultimi due anni hanno abbandonato - per circa il 40% - il centrosinistra". Per il deputato dell'Ulivo Pierluigi Mantini, "occorre anche nuova capacità di dialogo con il centrodestra. Astuzie, ticket, trasformismi e competizioni senza idee non aiutano la nascita del Pd".

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