Dall'Italia

Sei i sacerdoti ricattati dall'ex amante

10-08-2007

TORINO. Sei sacerdoti, tre già identificati dagli inquirenti e tre di cui per ora si sa poco o nulla: si allarga il numero dei religiosi che sarebbero stati ricattati da Salvatore Costa, il ventiquattrenne arrestato con l'accusa di estorsione nei confronti due sacerdoti torinesi da cui si era fatto consegnare denaro minacciando di rivelare le loro abitudini sessuali.

Le vicende legate agli ultimi tre preti sono state ricavate da carabinieri e magistrati grazie a un incrocio fra testimonianze e intercettazioni telefoniche: uno è a Magenta (Milano), l'altro in Puglia e il terzo è in Liguria. Sacerdoti che Costa, pregiudicato, un passato da ragazzo di strada, collezionista di elemosine in parrocchie e istituti di carità, probabilmente si stava "lavorando" (come lui stesso ammette, per uno dei tre casi, in una conversazione captata dall'Arma) o che aveva ricattato in passato.

Intanto, gli investigatori sono alla ricerca di altri giovani che sarebbero stati avvicinati da almeno uno dei due sacerdoti ricattati: "Alessandro, Massimiliano e Cristian", come ha detto Costa, più qualche sconosciuto immigrato romeno. "Ragazzi di vita" che lavoravano nelle zone di via Avigliana e via Cavalli, a due passi dal Palazzo di Giustizia.

Don Luciano Alloiso (difeso dagli avvocati Fulvio e Nicola Gianaria), 63 anni, economo dell'istituto salesiano Valsalice, ha ammesso di aver frequentato qualche giovane, ma non Costa, precisando inoltre che erano tutti maggiorenni. Ora è indagato per induzione alla prostituzione. Indagato anche il canonico Mario Vaudagnotto, 70 anni, direttore dell'Ufficio celebrazioni liturgiche e domiciliato presso la chiesa di San Lorenzo. "Quando avevo 18 anni - ha detto Costa - ha approfittato di me".

Il terzo religioso nel mirino è padre Nino Fiori, 40 anni, in servizio al Duomo: "È stato lui a iniziarmi al sesso, avevo appena 14 anni". In vacanza all'estero, sta rientrando in Italia per mettersi a disposizione della magistratura.

Nell'ordinanza di custodia sono elencate delle lettere (firmate da Costa) sequestrate in casa di un sacerdote: "Se mi aiuti la cosa finisce qui, se no andiamo insieme dai carabinieri e raccontiamo la storia. Con te ho fatto sesso, ti ricordi, avevo 17 anni e ho le prove che ero minorenne". "Sai cosa abbiamo fatto in quell'appartamento di via Chanoux (sede della fondazione salesiana Fratelli Dimenticati - ndr) dove tu eri direttore. Io ci sono stato perché avevo bisogno. Se no ti giuro vado in casa di quei ragazzi di via Avigliana e li porto da te".

Nel corso dell'indagine coordinata dai pm Cristina Bianconi e Manuela Pedrotta è emerso anche un tentativo di insabbiamento operato dallo stesso Costa. Dopo il primo arresto, il giovane avrebbe cercato di farsi consegnare 20 mila euro da uno dei due preti in cambio di una ritrattazione completa: disse che il suo avvocato di allora, R.A., si sarebbe prestato al gioco. Ma il tentativo non andò in porto. Costa cambiò difensore.

 e ora è difeso dagli avvocati Geo Dal Fiume, Roberto De Sensi e Davide De Bartolo.

 

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