Economia

Mercoledì nero per i mercati mondiali

16-08-2007

MILANO. Si appesantisce Piazza Affari dopo il dato Usa sulla costruzione di nuove abitazioni, con il Mibtel in calo del 2,59% a 29.804 punti e lo S&P/Mib del 2,53% a 38.254 punti. Sotto pressione Fiat (-4,38% a 18,94 euro), con scambi vivaci per 21,3 milioni di pezzi, pari all'1,9% del capitale. Tra i bancari si segnalano invece Unicredit (-3,2% a 5,9 euro) con Capitalia (-3,34% a 6,56 euro) e Intesa Sanpaolo (-2,91% a 5,43 euro), Mediobanca (-1,8% a 15,46 euro), Bpm (-1,55% a 9,91 euro) e Banco Popolare (-1,82% a 17,84 euro), con Italease (-4,73% a 13,76 euro) sotto pressione dopo essere stata declassata a livello 'junk' (spazzatura) da Moody's. Giù Eni (-2,32% a 23,62 euro), che sconta il calo del greggio, mentre resta al riparo Enel (-0,83% a 7,21 euro). Scivola meno degli indici anche Telecom (-0,768% a 1,9 euro), pesante invece Pirelli (-2,98% a 0,74 euro), mentre si muove in controtendenza Indesit (+0,99% a 14,53 euro), tra i pochi titoli positivi del listino insieme a Cell Therapeutics (+9,95% a 2,74 euro), che ha siglato un accordo per un nuovo farmaco.

 In scia a Wall Street, dove gli indici ampliano le perdite, anche in Europa si flettono oltre il 3% i listini delle principali Borse azionarie. L'intervento della Fed sulla liquidità è stato accolto positivamente dai mercati ma non è bastato a riportare la tranquillità e l'incertezza e i timori per la crisi dei 'subprime' resta alto.  

 La Fed ha rifinanziato il mercato con una seconda operazione di pronti contro termine di importo pari a 12 miliardi di dollari, portando così il totale delle operazioni odierne a 17 miliardi. La seconda operazione ha anch' essa durata 14 giorni.

 Dopo un breve recupero legato all'iniezione di liquidità da parte della Fed, la Borsa di New York ha perso ancora terreno con tutti gli indici in negativo. A mezz'ora dall'apertura, il Dow Jones ha aggravato le perdite scendendo dell'1,01% a 12.731,16 punti. Lo S&P 500 arretra dello 0,96% a 1.393,23 punti, mentre il Nasdaq, che per un brevissimo intervallo a pochi minuti dall'avvio era tornato in positivo dello 0,03%, è ora in calo dello 0,80% a 2.439,20 punti.

 Si profila un'altra seduta di Borsa difficile a New York, sulla base dell'andamento dei futures in Europa. A Londra il contratto sul Dow Jones scivola infatti di 70 punti base, a 12.851,0 punti, quello sul Nasdaq-100 è in flessione di 10,75 punti, a 1.867,75; il future sullo S&P 500 perde 6,1 punti (a 1.404,8). Ad andar male oggi sono in particolare i finanziari. Citigroup alla borsa tedesca cede 44 cents, a 45,17 dollari; Goldman Sachs lascia sul terreno 1,57 dollari, a 163,33. Wells Fargo, seconda banca operativa nei mutui, è in ribasso di 14 centesimi, a 48,09 dollari. In calo anche i titoli legati all'edilizia, con Home Depot - numero 1 mondiale nel bricolage - che sempre in Germania perde 30 cents, a 33,06 dollari. Fra i biotecnologici, Amgen è in flessione di 75 cents, a 49,84 dollari ancora a Francoforte, dopo aver annunciato ieri il taglio di posti di lavoro per 2.200/2.600 unità. Il calendario dei dati macro prevede per oggi in particolare la diffusione della statistica relativa alle nuove costruzioni ad uso abitativo a luglio, che potrebbero aver evidenziato una contrazione del mercato che non si registrava da dieci anni a questa parte.

 Countrywide Financial, il maggiore operatore statunitense nel comparto del prestito immobiliare, sta crollando nel preBorsa a New York, -18%. La società ha reso noto fra l' altro di aver ottenuto la disponibilità di crediti per 11,5 miliardi di dollari da un pool di 40 banche sindacate allo scopo di migliorare la liquidità. Ieri Countrywide era stata definita sull' orlo della bancarotta da un analista di Merrill Lynch. In una nota il presidente e chief operating officer di Countrywide Financial, David Sambol, ha spiegato che "nelle ultime settimane la domanda relativa ai titoli garantiti da asset immobiliari emessi da soggetti diversi dalle apposite agenzie è crollata", aggiungendo che "la liquidità per l' intero comparto si è deteriorata". La situazione in cui si trova Countrywide ha fatto salire alle stelle il premio sul rischio a valere sulle obbligazioni emesse dalla società. Secondo un broker citato da Bloomberg, il premio è salito di 250 punti base, arrivando a 850 punti. L' andamento riflette il venir meno della fiducia degli investitori.

 Seduta difficile per le Borse di Asia e Pacifico, che hanno registrato un nuovo scivolone a seguito degli ultimi sviluppi della crisi dei mutui subprime. Ad accentuare il tracollo dei listini, con Seul (-7%), Tokyo (-1,99%), Hong Kong (-3,7%) e Shanghai (-2%) fortemente penalizzate, ha influito pure il calo delle quotazioni del greggio e dei metalli, che hanno frenato il comparto dell'energia e delle materie prime. Sotto pressione il settore bancario, dopo che l'australiana Rams Home Loans Group (-42% a Sidney), ha annunciato l'impossibilità di rifinanziare debiti per 5 miliardi di dollari di mutui Usa a breve termine.
Difficoltà nel settore anche per il colosso giapponese Mizhuo (-3,6%) e per la coreana Woori (-4,6%), mentre a Sidney ha segnato il passo National Australia Bank (-2,7%). In campo petrolifero e minerario in forte calo Bhp (-2,1%) a Sidney e Sumitomo Metal Mining (-4,5%) a Tokyo. Ma la crisi finanziaria ha ripercussioni anche tra i beni ciclici, dalle auto, con Toyota (-2,63%) e Mitsubishi (-3,98%), all'elettronica con Toshiba (-5,41%), Nikon (-4,9%) e Sony (-1,81%), malgrado l'esordio con botto sul Nyse del tecnologico VMware, che la vigilia di Ferragosto ha guadagnato il 75% nonostante l'imperversare della crisi dei mutui subprime.
Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico: - Tokyo -1,99% - Hong Kong -3,70% - Shanghai (ancora in corso) -2,02% - Taiwan -4,56% - Seul -7,00% - Sidney -1,32% - Bombay (ancora in corso) -3,40% - Singapore (ancora in corso)-3,52% - Kuala Lumpur -3,69% - Bangkok -4,09% - Giakarta (ancora in corso) -6,30%.

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