La politica

La Lega insiste sulla protesta fiscale. Per An il premier e un ipocrita. Prodi: “Sono d’accordo con il cardinale Bertone”

Chiara Scalise

21-08-2007

ROMA. Piena sintonia tra governo e Vaticano sul nodo fisco: il presidente del Consiglio Romano Prodi dice infatti di condividere dalla prima all'ultima riga le parole del Cardinale Tarcisio Bertone, che domenica ha ricordato come pagare le tasse sia un dovere per i cittadini, a patto che la bussola delle politiche fiscali sia l'equità. Il centrodestra però non ci sta e attacca: l'apprezzamento da parte del premier è all'insegna dell'ipocrisia.

Ma non è solo il premier a mostrare soddisfazione per l'intervento del segretario di Stato Vaticano. Il viceministro all'Economia Vincenzo Visco, padre della lotta senza quartiere all'evasione fiscale, è convinto che sia "importante che il Cardinale abbia detto queste cose con tanta forza e autorità". Certo, aggiunge, per far prevalere la legge occorre che ciascuno "faccia la sua parte": governo, Parlamento, forze politiche, sociali ma anche i cittadini. Insomma, ognuno interpreta le parole del Cardinale Bertone a proprio modo: la Lega si è detta convinta che fossero la prova della benedizione dello sciopero fiscale, ieri la maggioranza le ha lette come affermazioni perfettamente in linea con il proprio programma.

Una cosa è pero certa, la polemica tra i poli non si placa. Alleanza Nazionale punta il dito contro le politiche messe in campo dal governo negli ultimi 14 mesi: "Prodi ha scontentato tutte le categorie - sottolinea il capogruppo di An al Senato Altero Matteoli - colpendo particolarmente le classi più svantaggiate, massacrate dalle sue leggi ingiuste e immotivate" e se quindi si dice d'accordo con Bertone, accusa l'esponente di An, è solo "un ipocrita".

Negativo anche il bilancio che traccia l'Udc: per il segretario centrista Lorenzo Cesa infatti il "governo Prodi è stato il più potente freno allo sviluppo economico del Paese". E il futuro, secondo i calcoli di Forza Italia, non si presenta certo più roseo: "Ci aspetta - è convinto il presidente dei senatori azzurri Renato Schifani - un'altra finanziaria di lacrime e sangue".

Il Carroccio da parte sua resta irremovibile sulla proposta di mettere in campo la ‘rivolta' fiscale. Una forma di protesta che però niente ha a che vedere - ribadisce Roberto Calderoli - con l'evasione fiscale. Che sia una proposta ‘shock' non c'é dubbio, riconosce il presidente di Federmeccanica Massimo Calearo, ma "a mali estremi estremi rimedi...", dice il leader degli industriali del Nordest che aggiunge: "Bisogna ricordarsi che c'é un'Italia che lavora e un'Italia che vive su chi lavora". Musica per le orecchie di Calderoli che apprezza e sottolinea che "finalmente si cominciano a riconoscere le ragioni della Lega".

Anche secondo Gianni Alemanno (An) la sortita di Calearo dovrebbe far riflettere il governo sull'insofferenza crescente nel Paese, soprattutto al Nord. Dal centrosinistra ancora strali contro la ‘ribellionè leghista, e così pure dall'Udc che invita la Cdl a mettere da parte proposte "bolse" e pensare invece a avanzare "fin dalla prossima legge finanziaria soluzioni per una fiscalità più giusta, sottoponendole - spiega il senatore Maurizio Ronconi - anche agli esponenti della maggioranza disponibili".

Il palinsesto di oggi