La politica

Berlusconi blinda il partito delle libertà

Federico Garimberti

21-08-2007

PORTO ROTONDO. Silvio Berlusconi intende blindare il ‘Partito delle liberta', destinato a contrapporsi al nascente Partito Democratico, registrando quanto prima nome e logo della nuova forza politica da un notaio.

La notizia, confermata da autorevoli fonti di Forza Italia, unitamente a quella - anch'essa vera - di trasformare i circoli della libertà di Michela Vittoria Brambilla in una forza elettorale in vista delle prossime elezioni, avrebbe generato l'equivoco sulla nascita di un nuovo partito, con Berlusconi presidente e la Brambilla segretario.

Si tratterebbe invece di due processi paralleli, ma ben distinti. Lo stesso Cavaliere ha più volte detto pubblicamente che il partito unico dei moderati - che veda uniti sotto un unico simbolo Fi, An, Udc e Lega - resta il suo "sogno" politico.

Tuttavia, le resistenze dei centristi e del Carroccio, hanno frenato questo processo. Il rischio che il ‘marchio' venisse preso da altri ha indotto il leader ‘azzurro' a affrettare i tempi e mettere logo e nome al riparo da ‘scippì politici. Una fretta, probabilmente dettata anche dall'accelerazione impressa al Pd, che in ottobre terrà le primarie.

Contemporaneamente, è nato il progetto di trasformare i Circoli della Libertà in una forza elettorale capace di raccogliere consensi soprattutto dopo l'ondata di ‘anti-politicà che ha travolto il Paese. Una forza che si affiancherebbe alle altre formazioni politiche del centrodestra, in cui far confluire la cosiddetta ‘società civile' e dunque anche i club della Brambilla.

Un partito che, assicurano però le stesse fonti ‘azzurre', non sostituirebbe in alcun modo Forza Italia (che resterà il "perno" della coalizione), né tantomeno avrà l'ambizione di costituire il partito unico dei moderati. Finora, i club della ‘rossa' imprenditrice dovevano rimanere un anello di congiunzione fra la società civile e il centrodestra. Uno strumento che avrebbe consentito all'opposizione di unificare il centrodestra dal basso.

Oggi, però, Berlusconi è sempre più convinto che le elezioni siano imminenti. E, consapevole della difficoltà di modificare la legge elettorale, sta valutando se non sia meglio capitalizzare il lavoro svolto dalla Brambilla. Una scelta da valutare bene, visto che così facendo si perderebbe il vantaggio di non essere un partito.

In sintesi, il ragionamento dell'ex premier è questo: la premessa è che è convinto che le elezioni si terranno entro la primavera del 2008. Ciò significa che i tempi sono troppo stretti per modificare la legge elettorale.

Andando a votare con lo stesso sistema, nessuno può garantire che il risultato del voto non porti ad una situazione simile a quella attuale, ma a parti invertite. Con una maggioranza risicata in Senato. Per questo, il Cavaliere è convinto che qualsiasi aiuto elettorale possa essere utile. La stessa logica che lo spinge a corteggiare lo scudocrociato di Pizza e a favorire l'ingresso della nuova formazione di Storace.

Niente a che vedere, però, con il partito unitario del centrodestra che resta il traguardo ultimo del Cavaliere, ma che potrà nascere solo dalla volontaria adesione degli altri partner del centrodestra.

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