Cultura

La locandina di Funeral Party di Oz

Il politicamente scorretto di Oz. Festival di Locarno. Il film del regista britannico genera polemiche

di Claudio Scarinzi

23-08-2007

LOCARNO. Un nano che ha avuto una storia omosessuale con un rispettato padre di famiglia appena defunto, un parente che preso per errore un allucinogeno dà i numeri durante l'orazione funebre e un altro, un anziano disabile, che si propone in un siparietto poco gradevole in un bagno di casa: é una strada politicamente scorretta quella percorsa da Frank Oz in Funeral Party (Death at a funeral) proiettato ieri sera in prima serata in piazza Grande al Festival del Cinema di Locarno.

Apparentemente il film del regista di In and Out inizia come una classica commedia british piena di freddure e umorismo surreale con frasi così assurde da ricordare un Bunuel in salsa minore, ma rapidamente la pellicola - un incastro di 13 attori ognuno dei quali ben caratterizza il proprio personaggio - si scopre in tutta la sua comicità a grana grossa stile Boldi-De Sica con anche un finale amarcord riconciliato-rio. Fil-rouge della storia è il funerale di una persona cara da tutti amata. Ma l'ultimo addio si trasforma in un caos fra le rivalità dei fratelli Daniel (Matthew Macfadyen), frustrato aspirante scrittore, e Robert (Rupert Graves) egoista romanziere di successo; le scene folli dell'avvocato Simon che sotto l'effetto della droga si spoglia e inizia anche a sputare; i ricatti di Peter (Peter Dinklage), il nano che vuole 15 mila sterline per non far vedere le foto che lo ritraggono a letto con il morto e una sarabanda di isterici, ipocondriaci, snob e di preti improbabili. Il ricattatore viene apparentemente ucciso e gettato nella bara, ma poi riesce a salvarsi. Si scopre tutto e la famiglia invece di andare in pezzi si ritrova più unita.

Fra le tante gag a molti è spiaciuto vedere un'autorità come Peter Vaughan, lo zio Alfie, avere problemi di incontinenza e sporcare il nipote di escrementi. Episodio che, in conferenza stampa, è stato difeso con veemenza da Oz: "Che sia o no politicamente corretto non me ne frega niente, io faccio il regista, non il politico. Non sono uno che fa commedie divertenti e allegre, mi piacciono le cose che disturbano le persone. Se qualcuno uscirà per quella scena, pazienza". "È un film che non ha una star ma tanti bravi attori, nella mia vita ho avuto budget importanti - sottolinea il cineasta - e oggi mi piace ripartire da una piccola cosa. La parte di Peter era stata rifiutata da due altri attori e allora mi è venuta l'idea del nano. Ne ho parlato con Dinklage e gli ho detto che era così bravo che dopo 15 minuti nessuno avrebbe più pensato al solito schema di un uomo basso legato al sesso".

 

Il palinsesto di oggi