Dall'Italia

Incendi. Bertolaso: il giorno più duro. Il capo della Protezione civile in visita in Sicilia

24-08-2007

PALERMO. Quella di ieri "é stata la giornata più critica nella storia del Paese" per quanto riguarda gli incendi boschivi. Parola di Guido Bertolaso: il capo della protezione civile sceglie di dirlo dalla Sicilia, l'isola che per il terzo giorno consecutivo brucia e lancia grida di dolore e allarme, dopo aver pagato un tributo altissimo alle fiamme: tre morti , decine di feriti e devastazioni.
E nel giorno più duro giunge il "dolore" del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che sottolinea "la necessità di una mobilitazione permanente" per evitare queste tragedie, ma anche l'invito del presidente del Consiglio Romano Prodi ad "essere severissimi" e "implacabili" nell'applicare le pene previste per chi appicca il fuoco. Anche perché, dice Prodi al quale esponenti di maggioranza e di opposizione chiedono che anche il Parlamento discuta della situazione, "diventa impossibile pensare" che i roghi siano dovuti a fatalità.
Alcuni piromani sono stati bloccati in flagranza in questi ultimi giorni, e alcune persone sono state portate in commissariato in seguito alle indagini sull'incendio di Patti. Ma, chiedono tutti, l'importante è che vengano puniti. Bertolaso ha avuto riunioni nelle prefetture di Palermo e Messina e che ha sgomberato il campo dalle polemiche sollevate da diverse parti, tra cui l'Anci Sicilia, sui ritardi nei soccorsi dicendo: "Di questo si occuperà la magistratura".
Il capo della protezione civile ha preferito puntare piuttosto sull'operatività, annunciando che il governo è pronto a firmare la dichiarazione dello stato di emergenza e che stanzierà cinque milioni di euro. Bertolaso ha anche sottolineato la necessità di "aumentare l'organico dei vigili del fuoco" e alle polemiche dedica solo poche battute: il personale della protezione civile, ha detto, non è in ferie. Sulla tempestività dei soccorsi, del resto, si occuperà la procura di Patti. E Bertolaso sta già inviando ai magistrati le schede sugli interventi compiuti.
Le polemiche, soprattutto, non fermano il fuoco che divampa ancora: secondo la forestale di Trapani la notte scorsa "l'attività degli incendiari si è inasprita a Custonaci dove sono stati appiccati incendi a raffica in località vicine a quelle precedentemente date alle fiamme col chiaro intento di allargare l'incendio all'oasi naturale dello Zingaro". La riserva è un lungo tratto di costa con macchia mediterranea e palme nane che è fiore all'occhiello della Sicilia e che si affaccia su un mare che nulla invidia a spiagge più famose.
A Gratteri (Palermo) le fiamme hanno circondato il paesino collinare gettando nel terrore per diverse ore la comunità: alcune case sono state evacuate mentre il sindaco di Cefalù, Giuseppe Guercio che per due giorni ha vissuto il dramma nel suo territorio, ha detto di aver visto "L'apocalisse a Gratteri".
Allarme per case e persone anche ad Alcamo (Trapani) dove le fiamme sono entrate nella riserva di Monte Bonifato, nell'isola di Salina nelle Eolie dove le fiamme hanno lambito le abitazioni.
Ancora nel Messinese, dopo la strage di Patti, le fiamme sono divampate in diversi comuni: Sant'Angelo di Brolo, Brolo, San Piero Patti, Sant'Agata di Militello e Librizzi. Due vigili del fuoco stremati e intossicati dal fumo sono stati ricoverati in ospedale. Nel Palermitano sono stati registrati oltre 50 incendi. A Marineo le fiamme hanno minacciato un agriturismo in contrada Ponte Vecchio e altri incendi sono stati nei territori di Montelepre, Gibilrossa, Fiume Imera.
Nel Catanese vi sono stati almeno 4 incendi di vaste proporzioni mentre in tutta la Sicilia sono segnalate migliaia di mucche, pecore e capre morte sempre a causa degli incendi. E il governatore Salvatore Cuffaro ha annunciato che "la giunta regionale si riunirà in seduta straordinaria nei prossimi giorni a Patti e Cefalù" e che dichiarerà lo stato di calamità.

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