Dall'Italia

Ospedale San Paolo di Milano

Aborto selettivo. La gemellina down è da eliminare. I medici sopprimono il feto sano

26-08-2007

MILANO. "È stata una situazione eccezionale, di rarità assoluta". Chi parla è la ginecologa che ha seguito il caso dell'aborto selettivo effettuato all'ospedale San Paolo di Milano ad una signora incinta di due gemelli, uno dei quali con una alterazione cromosomica, in cui però è stata praticata l'interruzione di gravidanza sul feto sano e non su quello affetto dalla sindrome di Down.

Il medico, che di aborti selettivi ne ha compiuti parecchi e che è considerata esperta, ha ripercorso la vicenda passo dopo passo. Ha spiegato che attorno alla metà di giugno, in ospedale, era arrivata una donna tra i 38 e i 40 anni, e alla 15esima settimana di gravidanza, per fare una diagnosi prenatale: è stata sottopsta ad amniocentesi per due gemelle, entrambe di sesso femminile, senza malformazioni visibili con l'ecografia ("Morfologicamente normali") posizionate, nell'utero, una a destra e una a sinistra. Ma dopo tre settimane, il tempo "canonico" per i risultati, dall'amniocentesi, si è scoperto che la gemella localizzata a sinistra "aveva un corredo cromosomico alterato e cioé - ha spiegato la dottoressa - una sindrome di Down, ma non presentava alcuna malformazione". La ginecologa ha tenuto a precisare che "le anomalie cromosomiche sono una cosa e le malformazioni un'altra. Le prime sono alterazioni del Dna e si possono solo scoprire attraverso l'esame delle cellule. Invece, in un bimbo in utero, le malformazioni come la spina bifida o il piede torto, nel 70 per cento dei casi si vedono con l'ecografia".

Ritornando al caso del San Paolo, dopo l'arrivo dei risultati dell'amniocentesi, la signora - che non era alla prima gravidanza - ha chiesto di poter essere sottoposta ad aborto selettivo sulla gemella posizionata a sinistra, quella cioè che presentava la sindrome di Down. "Prima di procedere con l'aborto selettivo - ha proseguito il medico - è stato eseguito un piccolo prelievo di sangue sul feto per controllare il corredo cromosomico. Ma in ogni caso i risultati di questo esame arrivano una settimana dopo il prelievo, quando l'aborto selettivo è già fatto. L'intervento di riduzione degli embrioni, tecnicamente è andato a bene - ha aggiunto - e la donna è ritornata a casa senza alcun problema".

Purtroppo, però, una settimana dopo, quando sono arrivati gli esiti del prelievo di sangue, si è scoperto che l'intervento selettivo era stato praticato sulla gemella sana. La signora ha poi deciso di abortire per la seconda volta e di non tenere la gemella affetta dalla sindrome di Down. Subito è stata avviata un'indagine interna. Si è ripercorso l'iter diagnosticoo-terapeutico della signora, dal momento in cui è entrata in ospedale fino a quando è stata dimessa: "Non è stato rilevato - ha assicurato la ginecologa - alcun errore di procedura. La spiegazione più verosimile è che ci sia stato uno spostamento reciproco dei feti all'interno dell'utero della madre".

"Ci siamo trovati di fronte a una situazione eccezionale, - ha affermato la dottoressa - in quanto è molto raro che due gemelli, di cui uno con un'alterazione cromosomica, non ci sia alcun segno distintivo". In questo caso, infatti, si era davanti a due gemelli di sesso identico, senza malformazioni evidenti, con una crescita uguale e solo differenziabili come gemella destra e gemella sinistra.

La ginecologa che, come il direttore sanitario dell'ospedale, Danilo Gariboldi, ha parlato di "fatalità imprevedibile", ha spiegato che in seguito alla la vicenda ("per me è il primo caso"), è stata già elaborata una procedura da utilizzare in casi come questi e, ancora da validare per i rischi che potrebbe comportare. Inoltre il medico, che per anni ha lavorato a fianco di Giorgio Pardi, il celebre primario e docente di ostericia e ginecologia scomparso lo scorso maggio, ha voltuto sottolineare: "Sono indignata perché il professore è stato ricordato come un noto abortista, quando in realtà è stato il medico delle donne e dei bambini".

 

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