La politica

Umberto Bossi

"Sarà sciopero delle lotterie". Il Senatur replica alle critiche: "Vengano loro a placare la gente"

di Francesco Bongarrà

28-08-2007

MILANO. Da sempre Umberto Bossi è stato scettico verso la ricerca della fortuna al gioco, tanto che una decina di anni orsono dedicò molti comizi per spiegare al suo popolo che "le lotterie sono diseducative perché illudono la gente" e che "pensare che la vita cambi grattando un biglietto distrugge le radici della societa". E adesso gioca la carta dello ‘sciopero del lotto e delle lotterie' come una delle possibili armi contro "il fisco ingiusto", coniando anche lo slogan ‘Io non gioco più', per la prima pagina de ‘La Padania' di oggi.

Ieri in via Bellerio, sede della Lega Nord, Roberto Calderoli ha presieduto una riunione, già programmata da tempo, per mettere nero su bianco con alcuni dirigenti del Carroccio un programma in più punti, una sorta di decalogo per la lotta a quella che la Lega da tempo definisce "l'oppressione fiscale". Sulla riunione i dirigenti leghisti si promettono (e mantengono) uno stretto riserbo. Per due settimane alcune commissioni lavoreranno a varie idee e poi tutto sarà svelato a Venezia, il 16 settembre.

Ma Bossi, che alla riunione non ha preso parte, stando nel suo ufficio a lavorare e leggere, alla fine decide di svelare quella che è una delle idee su cui più punta. E conia lo slogan ‘Io non gioco piu'‘. È amareggiato per le polemiche seguite al suo intervento di domenica in provincia di Bergamo: "Fanno finta di non sapere - commenta parlando con l'Ansa - fan finta di non capire. Visto che fanno tanto i sottili, strumentalmente, sulle mie parole, che vengano loro a spiegare alla gente perché ci sono tante tasse, vengano loro a calmare la rabbia che monta tra i cittadini". Ma intanto rivendica di aver sempre condotto la Lega "a battaglie nel pieno rispetto della legalità, lo sanno tutti, e anche questa volta sarà così. L'arma migliore non sono le armi è proprio la rivolta fiscale. E non accetteremo provocazioni da nessuno".

Poi l'umore di Bossi migliora quando rivela che la prima idea del pacchetto per la battaglia fiscale leghista è proprio quella di invitare la gente a dire "no" alle lotterie.

Gira per la stanze di via Bellerio con il sigaro tra le dita, ogni tanto tira una boccata, e si perde in una delle sue passioni, le reminescenze storiche. "Mi viene in mente - spiega al cronista - quando gli austriaci fecero l'errore di imporre il fumo dei sigari ai cittadini milanesi che si lamentavano per la tasse eccessive e avevano deciso di non fumare più tabacco togliendo così un importante introito a Vienna. Finì che i milanesi fecero le barricate e cacciarono l'esercito più potente del mondo". Sorride. "A Vienna non avevano capito - prosegue - dovevano ascoltare gente come Cattaneo che voleva trattare e creare un impero federale. Ma andò diversamente e quell'errore costò caro agli Asburgo".

 

 

Il palinsesto di oggi