La politica

Montezemolo

"Basta con i sermoni". Mastella bacchetta Montezemolo

di Marcello Campo

30-08-2007

ROMA. Martedì Veltroni a tutto campo. Ieri Montezemolo che ha detto la sua sull'eccessiva pressione fiscale, ha attaccato Prodi e la politica del ‘tassa e spendi'. Un dialogo tra i due, sempre sul "Corriere della Sera", che rilancia il tormentone mai sopito sulle reali mire politiche del presidente di Confindustria, e provoca la reazione dei partiti.

La Cdl loda il numero uno degli industriali per aver bocciato il governo, mentre gli ex Dc si dividono. Clemente Mastella lo bacchetta, chiedendogli di farla finita con "i sermoni" e di entrare finalmente in politica. L'Udc, invece, lo coccola dichiarando con Lorenzo Cesa piena identità di vedute. Fredda l'Unione. "Ad agosto fa caldo - osserva il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani - ed è difficile ragionare rigorosamente e seriamente, è meglio scegliere altri temi che parlare di fisco in agosto. La finanziaria, poi, non si fa ad agosto ma in settembre". Durissima la sinistra: fa solo "gli interessi dei padroni".

Il primo a commentare la lettera è il leader dell'Udeur da Telese: "Ora - s'inalbera Mastella - basta sermoni, basta prediche. Montezemolo si sporchi le mani, si rimbocchi le maniche e scenda in politica. Se Confindustria vuole fare politica va benissimo purché lo dica esplicitamente. Però così non va, perché loro non si devono poi presentare davanti agli elettori".

Opposto il giudizio degli ex Dc schierati a destra, i dirigenti dell'Udc che esplicitamente lo "arruolano" nelle loro fila come paladino del centro moderato. "La sua analisi - afferma Cesa - concorda con la nostra: quella fiscale è nel nostro Paese la vera emergenza nazionale". Rocco Buttiglione, non sa dire se il presidente della Ferrari scenderà in politica o no. "Quello che è certo - osserva - è che chiede alla politica di uscire da questo bipolarismo guerrafondaio che doveva risolvere i problemi e invece ci ha trascinato nella palude, troppo condizionato dall'idealizzazione o dalla demonizzazione di Berlusconi". A chi gli chiede se Montezemolo si rivolga più a destra che a sinistra, Buttiglione risponde senza incertezze: "Ormai è chiaro che, con la scelta di Veltroni, la sinistra non è in grado di raccogliere il suo appello. Montezemolo parla a noi dell'Udc, la parte più responsabile del centrodestra".

Forza Italia, invece, pone l'attenzione sulle critiche al governo, piuttosto che sui rilievi all'intero sistema politico: "E' una lettera significativa - commenta malizioso Maurizio Sacconi - perché viene da chi aveva partecipato alla campagna di endorsement di Prodi".

"Montezemolo boccia Prodi. Le sue considerazioni - osserva Isabella Bertolini - richiedono una coalizione unita da valori comuni, come in Italia è solo la cdl". Anche Gianni Alemanno (An) rileva che ora "l'esecutivo é avvisato. Non solo l'opposizione politica, ma anche le forze produttive non hanno nessuna intenzione di fare sconti dopo la Finanziaria disastrosa dello scorso anno".

Entusiasta Roberto Calderoli, che arruola Montezemolo nel progetto leghista di rivolta fiscale: "Dopo la benedizione di monsignor Bertone, arriva anche quella del presidente di Confindustria. Capita di rado ma qualche volta devo concordare con lui e in questo caso devo esprimere tutta la mia condivisione per la lettera". Montezemolo non convince invece i riformisti dell'Unione. "Facendo il verso a Bossi e atteggiandosi a capo dell'opposizione - lo rimprovera il socialista Enrico Boselli - indebolisce Confindustria e la riduce a una parte politica come le altre". Gelo dalla sinistra dell'Unione.

Per Giovanni Russo Spena (Prc), la lettera al Corsera mostra "una visione della politica tutta e solo centrata intorno agli interessi e ai privilegi delle aziende". Mentre il Verde Angelo Bonelli trova "incomprensibile l'ingenerosità" del capo degli industriali verso il governo. "Si tratta di un progetto eversivo", va oltre Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a palazzo Madama.

 

 

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