Dall'Italia

Giovanni Strangio

E' Giovanni Strangio il ricercato. Duisburg. Ha un volto e un nome l'autore della strage

31-08-2007

SAN LUCA (Reggio Calabria). Ha un volto e un nome uno degli autori della strage di Ferragosto a Duisburg. È quello di Giovanni Strangio, di 28 anni, che secondo polizia e magistratura tedesca sarebbe uno degli organizzatori dell'agguato e che da ieri è ufficialmente ricercato. La magistratura ha anche messo una ricompensa di 10 mila euro per chi fornirà notizie utili alla cattura degli autori.

Strangio è un cugino di Maria Strangio, la donna uccisa il giorno di Natale dello scorso anno a San Luca, nell'agguato che ha segnato una recrudescenza nella faida di San Luca tra le consorterie Nirta-Strangio e Pelle-Vottari. L'obiettivo dei sicari era Giovanni Luca Nirta, marito della Strangio e considerato uno dei boss della cosca, che era stato scarcerato appena qualche giorno prima. La polizia tedesca ha messo nome e foto di Strangio sul proprio sito spiegando che "nell'ambito delle ricerche condotte e dopo le perquisizioni delle scorse settimane i sospetti sul suo coinvolgimento si sono consolidati".

 Il giovane è originario di San Luca, ma risulta residente a a Kaarst, in Nordreno-Vestfalia. In Germania, però, ci era tornato da poco. Fino a pochi mesi fa, infatti, era detenuto in un carcere italiano per essere stato arrestato in occasione dei funerali della cugina. In quella occasione, carabinieri e polizia si resero conto che la cosca aveva organizzato una sorta di servizio di vigilanza.

Un sospetto che trovò conferma quando fu intimato l'alt ad un'auto. Giovanni Strangio ne scese con una pistola in mano e fu fermato solo da un colpo di pistola sparato da un poliziotto che lo centrò ad un polpaccio. E mentre la polizia tedesca cerca uno degli autori della strage, in Calabria proseguono le ricerche delle 12 persone sfuggite ieri ai fermi operati da polizia e carabinieri. Si tratta, in prevalenza, di persone che erano già latitanti o che si erano rese irreperibili dopo l'agguato di Natale per sfuggire a vendette o ritorsioni.

Anche ieri polizia e carabinieri sono stati a San Luca per setacciare il paese alla ricerca di eventuali altri bunker come quello dove giovedì sono stati rintracciati tre ricercati. Un fenomeno, questo, non nuovo a San Luca, dove di rifugi ne sono stati scoperti diversi. Nel marzo scorso ne fu individuato uno sotto l'abitazione dei Vottari. Ciò provocò l'allontanamento volontario di Sebastiano Vottari, che è stato, secondo l'accusa, uno dei sicari del giorno di Natale.

La sua fuga mise talmente in apprensione la fidanzata che quest'ultima, parlando a telefono con un'amica, rilevò che Vottari aveva partecipato all'agguato e che una sua eventuale consegna avrebbe fatto terminare la faida. L'operazione ha fatto comunque attenuare l'apprensione, anche negli investigatori, per la festa della Madonna di Polsi di domenica, particolarmente sentita a San Luca.

A far nascere il timore è la consapevolezza che nella faida un elemento che si ripete è quello della scelta delle date: tutti gli omicidi di rilievo sono stati commessi in occasione di festività. Ciò avviene, spiegano i magistrati della Dda reggina nel loro provvedimento perché "colpendo in queste occasioni le cosche ottengono il risultato di ricollegare, vita natural durante, giornate particolari, tradizionalmente dedicate a momenti piacevoli in compagnia di parenti ed amici, a ricordi luttuosi, così perpetuando anche la sofferenza dei superstiti".

 

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