Dall'Italia

Simonetta Cesaroni

Delitto di via Poma. Riaperta l'inchiesta sull'uccisione di Simonetta. Indagato l'ex fidanzato

di Pasquale Faiella

07-09-2007

ROMA. Era sua la saliva trovata sul corpetto di Simonetta. Sua, come ha dimostrato l'analisi del dna fatta dal Ris, quella traccia lasciata forse dopo un morso o un bacio. Ed è stato proprio per quella traccia, riemersa a 17 anni dall'omicidio che Raniero Busco, l'ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, uccisa a via Poma a Roma il 7 agosto 1990 con 29 coltellate, è stato iscritto ieri dalla procura di Roma sul registro degli indagati per omicidio volontario.

Ma da sola l'analisi del dna non è sufficiente a collocare sulla scena del crimine Busco e quindi quel bacio o quel morso. Insomma l'iscrizione dell'ex fidanzato preluderà quasi certamente ad una archiviazione della sua posizione. Il giallo di via Poma, uno dei delitti più misteriosi e più raccontati della crime story capitolina, è destinato, nonostante l'ultimo, ennesimo capitolo che si è registrato ieri, a restare ancora tale.

All'iscrizione di Busco, inserito tra una trentina di sospetti su cui hanno indagato il procuratore aggiunto di Roma Italo Ormanni e i sostituti Ilaria Calò e Roberto Cavallone, si é giunti dopo il deposito della perizia sul corpetto di Simonetta e le analisi fatte dal comandante del Ris, il colonnello Luciano Garofano. Precisi indizi scientifici, quelli ricavati dall'esame dei resti di saliva, che hanno permesso di ricostruire con tecniche all'avanguardia il dna e di attribuirlo a Busco su un range 31 uomini coinvolti nell'inchiesta. Ma paradossalmente l'attribuzione non è stata sufficiente a svelare il mistero.

 Tracce del dna di Busco, infatti, non sarebbero state rinvenute in altri luoghi dell'appartamento di vi Carlo Poma. "Simonetta e Renato - spiega l'avvocato della famiglia Cesaroni, l'avvocato Lucio Molinaro - erano fidanzati e proprio per questo (pare che si fossero visti appena la sera prima dell'omicidio) è impossibile collocare temporalmente la traccia di saliva rinvenuta sul corpetto, solo alla sera dell'omicidio.

Insomma credo che per quanto riguarda Busco, dopo l'iscrizione si andrà verso una archiviazione della sua posizione, almeno erano queste le informazioni che sia io sia la famiglia avevamo dai magistrati fino allo scorso mese di luglio".

Oggi l'avvocato Molinaro si recherà in procura per parlare con i magistrati: "La speranza c'é sempre - dice Molinaro - ma é appesa ad un filo sempre più sottile". I pm Ormanni e Cavallone nei mesi scorsi avevano compiuto una serie di atti istruttori interrogando numerosi conoscenti della ragazza e fatto riscontri incrociati sulle loro dichiarazioni e i loro alibi. Ma anche le altre piste - le tracce di sangue rinvenute nei lavatoi, quelle sulle porte dell'ascensore - non hanno dato alcun esito.

L'unico dna ricostruito è quello di Busco, ma in questo caso il dna non sarà sufficiente a portare in un'aula di tribunale un presunto assassino. Il giallo di Via Poma continua.

 

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