La politica

Beppe Grillo

Beppe Grillo fa litigare Antonio Di Pietro e Fausto Bertinotti

13-09-2007

ROMA. Tra il leader dell'Italia dei Valori e il presidente della Camera, infatti, sono volate parole grosse, anche se a distanza. Tema del contendere: la proposta di legge dell'Italia dei Valori (Idv) per l'ineleggibilità in Parlamento di chi ha ricevuto condanne penali. Uno dei tre punti del manifesto del V-Day, contenuto anche in proposte di legge presentate dall'Idv alla Camera. Pdl che Di Pietro accusa Bertinotti (in una lettera all'Unità, ma ancora ieri da Palermo) di non aver ancora inserito nel calendario dell'Assemblea.

Lo scontro si accende durante la riunione dei capigruppo di Montecitorio. Fabio Evangelisti dell'Idv sollecita la calendarizzazione per settembre delle proposte di legge che, dice, sono ferme da troppo tempo. Bertinotti replica secco. Le proposte di legge non sono state accantonate, anzi "l'esame in commissione è iniziato a giugno". Ma la richiesta di metterle nel calendario dell'Aula a settembre "é giunta solo ieri" e "non risultano lettere o sollecitazioni nelle precedenti riunioni dei capigruppo".

Bertinotti, difeso da molti altri capigruppo, anche del centrodestra, osserva che l'esame della prima commissione non è ancora terminato, ma assicura che la richiesta dell'Italia dei Valori "sarà valutata nella compilazione del prossimo programma" dei lavori.

La precisazione non accontenta Di Pietro, tutt'altro. Da Palermo, forse ignaro di quanto accaduto a Montecitorio, il ministro non cambia spartito: "Mi fa male sentire le parole di Bertinotti in appoggio alle proposte di Grillo", dice, quando "gli scrivo da settimane per chiedere l'inserimento all'ordine del giorno delle nostre analoghe proposte". Ricevendo, secondo Di Pietro, il silenzio: "Bertinotti non mi ha mai risposto". A questo punto, il presidente della Camera sbotta: "Di Pietro ha davvero perso il senso della misura se continua ad attaccare la presidenza della Camera nonostante il chiarimento avvenuto nella conferenza dei capigruppo". E, quasi a voler ricordare all'ex Pm le procedure parlamentari, Bertinotti aggiunge che è proprio la riunione dei capigruppo "la sede per esaminare le richieste di formazione dei lavori parlamentari".

Le lagnanze di Di Pietro, dunque, sono solo "pure fantasie di un ministro che si rivela poco rispettoso della prerogative del Parlamento".

Lo scontro con Bertinotti, arriva mentre il leader dell'Idv, il politico che più si è schierato con Grillo, è protagonista di un attacco a tutto campo rivolto anche nei confronti del governo di cui fa parte. Principali bersagli i colleghi Alfonso Pecoraro Scanio e Alessandro Bianchi: Di Pietro chiede a Prodi di "avocare a sé" alcune competenze dei loro ministeri, accusando soprattutto il leader Verde di bloccare le scelte del ministero delle Infrastrutture.

Di Grillo è tornato a parlare anche Gianfranco Fini, durante una riunione con i dirigenti di An: "Ha avuto successo, ma è facile immaginare che non abbia fatto tutto da solo... È la punta dell'iceberg di un malessere diffuso che dobbiamo saper intercettare", avrebbe detto l'ex vicepremier, chiedendo ai suoi coerenza nei comportamenti locali per la trasparenza e la riduzione dei costi della politica.

E Grillo? Dopo quattro giorni, si fa risentire dal suo blog dispensando censure (ai critici del V-Day) e ringraziamenti (ai suoi "meetup"): "Il milione di persone che è sceso in piazza, in modo composto, senza bandiere, senza il più piccolo incidente, dovrebbe essere ringraziato E la valvola di sfogo di una pentola a pressione che potrebbe scoppiare", avverte.

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