Economia

Romano Prodi

Dialogo a tutto campo con le parti sociali. Prodi prosegue il lavoro dopo l'incontro con l'Anci

di Chiara Scalise

13-09-2007

ROMA.  Sulla finanziaria è e sarà confronto totale. Dai Comuni alle parti sociali, dalle Province alle forze di maggioranza, la linea del presidente del Consiglio é all'insegna dell'ascolto. Certo, le ombre sull'accordo del welfare pesano. Palazzo Chigi ribadisce come l'altolà della Fiom fosse preannunciato e quindi scontato, ma lo strappo all'interno del più grande sindacato italiano rende oggettivamente il dialogo con la Cgil più complicato. Anche perché la presa di posizione dei metalmeccanici si tira dietro il blocco di Rifondazione comunista e del Pdci, rischiando di diventare una spada di Damocle sulla trattativa: almeno questa sarebbe la convinzione di numerosi esponenti della maggioranza.

Resta comunque la soddisfazione per il sì largo delle tre confederazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) al pacchetto welfare-pensioni. Al via libera della finanziaria da parte del Consiglio dei ministri mancano ormai quindici giorni e i bulloni si vanno dunque stringendo. Un nuovo pit-stop è previsto per oggi: la finanziaria rappresenterà infatti il cuore della riunione del Cdm, dove saranno discusse informalmente le richieste dei ministri. Ed è anche attesa per il documento a firma della "Cosa Rossa": il premier resta pronto a valutarlo con tutta la disponibilità con cui pesa le proposte che arrivano dagli altri componenti di governo e maggioranza.

La manovra "ombra" in realtà avrebbe dovuto arrivare sulla scrivania del premier già martedì e a consegnarla sarebbe dovuto essere il ministro dell'Università Fabio Mussi (Sd). I contenuti sono stati tra l'altro definiti, ma tra una limatura e un'aggiunta la versione finale non è ancora pronta. Le porte di Palazzo Chigi sono comunque aperte, anche se si registra un po' di rammarico per non poter portare con certezza il testo già nella riunione di oggi. L'ultima volata è da fare, ma il presidente del Consiglio per ora è soddisfatto del passo segnato dall'Esecutivo. E proprio l'incontro con l'associazione dei Comuni (Anci) ne è un'ulteriore dimostrazione: i fili del dialogo, che si era spezzato lo scorso luglio con lo stop deciso da parte dei comuni nei rapporti istituzionali con il governo, sono stati riannodati.

E non è cosa da poco, considerando che fra le misure chiave della manovra 2008 ci sarebbe il taglio dell'Ici. A facilitare l'impresa di costruire una finanziaria light è anche la tenuta delle stime macroeconomiche: il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha infatti ribadito i numeri del Dpef. E se è vero che la crescita frena, è però escluso l'aumento della pressione fiscale. Sul fronte delle misure, la manovra prende corpo. Dentro ci sarebbe dunque la riduzione della tassa sulla prima casa, compensata magari da un lieve incremento dell'Ici sulla seconda abitazione.

Ma sono diverse le ipotesi di copertura alle quali si guarda e in campo vi sarebbero anche possibili aumenti delle ammende comunali, incrementi delle tariffe per le concessioni di suolo pubblico e dei ticket per i parcheggi. Troverebbe conferma poi anche un taglio dell'irap e delle tasse regionali, così come si fa strada lo scambio ‘meno tasse - meno incentivì per favorire il mondo delle imprese, lasciando fuori, però, le aziende che operano nel Mezzogiorno, che continuerebbero ad usufruire delle agevolazioni già previste.

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