Dall'Italia

Guerra al caro tavola. Lo sciopero funziona

di Ottaviano Mantovani

14-09-2007

È scattato ieri l'invito agli italiani di rinunciare al piatto nazionale per protestare contro l'impennata dei prezzi. Calcolare l'adesione è difficile, ma secondo le organizzazioni dei consumatori il 67% avrebbe aderito all'iniziativa. Cronisti sguinzagliati nei negozi e nei ristoranti di diverse città hanno raccolto testimonianze e tentato di misurare il polso della situazione

ROMA. È scattato ieri l'invito agli italiani di rinunciare al piatto nazionale per protestare contro l'impennata dei prezzi. Calcolare l'adesione è difficile, ma secondo le organizzazioni dei consumatori il 67% avrebbe aderito all'iniziativa. Cronisti sguinzagliati nei negozi e nei ristoranti di diverse città hanno raccolto testimonianze e tentato di misurare il polso della situazione.

Un dato certo arriva dalla Bce che conferma l'infiammata dei prezzi delle materie prime alimentari nei paesi dell'area euro, cereali in testa. Nel mese di agosto, sottolineano dall'Eurotower, tutto il settore ha registrato una crescita del 30% rispetto allo stesso mese del 2006, un dato confermato anche dal portavoce della commissaria all'agricoltura Mariann Fischer Boel che ha indicato un aumento del 50% dei prezzi dei cereali negli ultimi 12 mesi.

Per affrontare l'emergenza materie prime, su sollecitazione del governo italiano, la Commissione Ue è intervenuta ieri decidendo di aumentare le scorte di grano facendo mettere a coltura i terreni che fino ad oggi gli agricoltori erano obbligati a lasciare improduttivi. Da questa decisione si spera di recuperare 17 milioni di tonnellate di cereali per il prossimo anno.

Coi dati europei sono arrivati anche quelli italiani sull'inflazione di agosto diffusi dall'Istat. Risultato: l'inflazione in generale resta all'1,6%, ma i prezzi per il capitolo alimentari e bevande salgono mediamente del 2,4% con punte per di pane (+4,2%), pasta e riso (+3%) e i picchi del prezzo della frutta (+6,1%) ormai diventati - come sottolinea la senatrice verde Loredana De Petris - "dei beni di lusso" per molti cittadini. Una ragione in più perché, sottolineato sia De Petris sia il senatore dell'Ulivo Willer Bordon, "il tema venga portato in aula al Senato nel corso del dibattito sul disegno di legge Bersani".

I dati dell'inflazione hanno infiammato le discussioni davanti ai banchi di Coldiretti e delle organizzazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che hanno manifestato e distribuito sacchetti con pane, latte e pasta davanti a Montecitorio e in piazza Verdi davanti alla sede dell'Antitrust, accolti con vera soddisfazione da casalinghe e quanti si trovavano a passare da quelle parti. Ricevuti da Antonio Catricalà i rappresentanti dei consumatori hanno avuto rassicurazioni sulla vigilanza dell'autorità garante della concorrenza e del mercato "sulle degenerazioni che si realizzano all'interno del mercato".

Una rassicurazione che arriva dopo l'impegno preso mercoledì dal ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani di impiegare la Guardia di Finanza in controlli "approfonditi e mirati" contro le speculazioni. Un termine, quello di "speculazioni" sgradito a Confcommercio che dopo aver bollato lo sciopero della pasta "una protesta senza senso" invita a riflettere "sulla mancata crescita dei redditi reali disponibili delle famiglie" a invita i consumatori a condividere iniziative per ridurre la pressione fiscale. Più sfumata la posizione di Confesercenti. L'organizzazione rappresentante degli esercizi commerciali difende la piccola distribuzione e punta il dito sulla Gdo che "dominando il mercato per il 70% è quella che a fa il prezzo".

Una voce rilevante nel dibattito arriva dagli agricoltori che denunciano da sempre una forbice speculativa fra i prezzi alla produzione e quelli al consumo. Coldiretti ancora una volta denuncia "lo scandalo della moltiplicazione dei prezzi" dalle materie prime ai prodotti finiti: ad esempio dal grano al pane il prezzo sale di 12 volte, dal grano ai dolci di 70 volte, dal latte di stalla a quello del banco di 4 volte. Cia-Confederazione italiana agricoltori sottolinea che "i prezzi agricoli in un anno (agosto 2006-agosto 2007) sono diminuiti in media del 2,8% con cali record per frutta (-15,2%) e ortaggi (-11,5%).

A fine giornata arrivano le stime sull'adesione allo sciopero: secondo gli organizzatori il 67% degli italiani ieri avrebbe rinunciato alla pastasciutta. Ma a Milano, con la fretta di organizzare una cena o di mangiare alla svelta qualcosa di nutritivo, nei luoghi visitati dai cronisti tutto sembrava normale (anche se chi digiuna non lo fa né al ristorante né al supermercato). A Torino Telefono blu ha invitato a rinunciare anche al caffé, ma a rinunciare alla sostanza nervina - sempre secondo gli organizzatori - sarebbero stati al massimo un 10% con una media del 6,5%.

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