Dall'Italia

Clima: Roma 2007. L'Italia in ritardo sulle energie rinnovabili

14-09-2007

ROMA - Italia in ritardo sulle energie rinnovabili, "abbiamo sprecato decenni". Al nostro Paese "serve una nuova alleanza con la natura perché il rispetto dell'ambiente è un fattore di sviluppo".

Spetta a Romano Prodi concludere la due giorni della 1/a Conferenza nazionale sul clima promossa dal ministero dell'Ambiente e organizzata dall'Agenzia per la protezione dell'Ambiente, (Apat).

Conclusioni che arrivano dopo la presentazione allo stesso Prodi, da parte del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, di una "strategia nazionale entro il 2008", una sorta di new deal per la sicurezza ambientale, e di 13 azioni concrete per la lotta ai cambiamenti climatici.

Il premier ha quindi affermato che la finanziaria "conterrà misure specifiche per l'attuazione e il completamento del piano energetico" e impegni "per l'innovazione".

"Il rispetto dell'ambiente è un fattore di sviluppo" ha aggiunto Prodi sottolineando che "quando si parla di ambiente non si deve discutere solo dei costi".

Prodi, ha quindi ribadito un impegno del governo "a favore di un risparmio energetico e a favore della mobilità sostenibile. L'obiettivo è arrivare ad una nuova politica sulle energie rinnovabili".

Sulle prospettive Prodi ha affermato che "ci sono da fare degli investimenti il cui tornaconto non sarà a breve termine, ma occorre uno sforzo e il coraggio per decisioni che sono anche dolorose", come nel caso dei tagli alle emissioni di CO2. E propone un "osservatorio" che funzioni da struttura di coordinamento fra mondo della scienza e dell'industria. Per Prodi la Conferenza sul clima va anche resa periodica "magari ogni cinque anni, per vedere i risultati di questa macro-politica".

Soddisfazione da parte di Pecoraro Scanio per "l'impegno del premier sulle rinnovabili e sull'estensione degli incentivi a tutti gli elettrodomestici eco-efficienti".

In particolare Pecoraro ha parlato di "grande successo" della Conferenza con 2.500 accreditati, 400 giornalisti, 90 relatori e 100.000 persone collegate via internet.

"Il documento finale - ha detto Pecoraro - pone con chiarezza l'obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica in Italia ma soprattutto un adattamento che garantisca la sicurezza ambientale".

Due i piani di lavoro sui quali ci si dovrà concentrare nel dopo-Conferenza: uno il new deal, l'altro le prime 13 azioni per l'adattamento sostenibile. Tra queste, si va dall'etichettatura idrica di beni e prodotti ad un sistema di preallarme per frane e alluvioni, passando per incentivi destinati al risparmio energetico e riduzione del consumo di acqua da parte degli agricoltori. Azioni necessarie visti i numeri dell'emergenza clima in Italia.

Dai dati degli esperti è emerso infatti che il nostro Paese si scalda a un ritmo 4 volte più veloce rispetto alla media del resto del Pianeta mentre è anche allarme salute: in Italia, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità la mortalità aumenta del 3% per ogni grado di temperatura in più.

Alla giornata conclusiva della Conferenza sul clima è intervenuto anche il presidente del Senato, Franco Marini, per il quale l'impegno per il clima deve diventare "una priorità nell'azione del governo".

Il ministro dell'Università, Fabio Mussi, ha richiamato a "una scelta decisa in direzione della ricerca" mentre il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, si è detto pronto a mettere il tema ambientale come tema clou nella politica industriale".

Per le imprese ha parlato il vice presidente di Confindustria Emma Marcegaglia secondo la quale serve "un piano nazionale di efficienza energetica".

Dall'opposizione il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli, ha proposto un tavolo di confronto "bipartisan".

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