Economia

Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet

Pressing europeo sull'Italia. Bce e Ue insistono nel chiedere una politica di rigore

di Paolo Tavella

15-09-2007

OPORTO. Continua il pressing europeo sull'Italia per indurla ad accelerare il risanamento. E anche ieri da Oporto, dove si sono aperti i lavori di Ecofin, dalla Banca Centrale Europea (Bce) e Unione Europea è arrivato un doppio avvertimento a non deragliare dalla politica economica di rigore sollecitata in sede europea.

Il più perentorio in una conferenza stampa tenuta al termine dei lavori dell'Eurogruppo è stato il presidente della Bce Jean-Claude Trichet. "L'Italia deve rispettare rigorosamente il patto di stabilità e gli impegni presi all'Ecofin di Berlino che prevedono il pareggio di bilancio entro il 2010". Traguardo tutt'altro che agevole vista l'entita del debito e la lentezza della sua discesa e su cui l'Italia ha già chiesto di rinviare al 2011 il raggiungimento del surplus.

Meno drastico il commissario europeo agli Affari monetari Joaquim Almunia che ieri ha in qualche modo lodato gli obiettivi fissati dal governo italiano, anche se ancora in forma di semplice auspicio. "Sono molto contento delle idee e delle intenzioni espresse dal ministro Padoa-Schioppa nel Libro verde" ha spiegato aggiungendo però che alla luce del livello di debito pubblico italiano "gli sforzi devono essere perseguiti nel 2008 e anche oltre per raggiungere al più presto possibile il pareggio di bilancio".

Con tutti è cercato di essere rassicurante il ministro Padoa-Schioppa. "Sono convinto che l'Italia sia in linea con quanto richiesto dall'Europa", ribadendo che non ci saranno sforamenti agli impegni presi Al centro della riunione di Oporti c'e però più in generale l'andamento dell'economia all'interno dell'Unione europea. Su questo punto circola un cauto ottimismo Per Almunia " i rischi di una debolezza della crescita europea per effetto della crisi dei mutui americani sono aumentati ma le turbolenze dei mercati non ci saranno per sempre e ci auguriamo che i fondamentali dell'economia ci aiuteranno a contenerli. Guardiamo al 2008 con ottimismo".

E anche sull'andamento del super-euro non ci sono drammatiziazioni. "Francamente ero più preoccupato quando l'euro eea debole", ha tagliato corto il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Junker, mentre per il ministro delle Finanze spagnolo Pedro Solbes "non sono da mettere i preventivo nuovi interventi".

Anche per il suo collega belga Didier Reynders "non è un problema avere l'euro forte in presenza di una crescita forte. In più la moneta unica aiuta a resistere gli shock esterni come l'aumento dei prezzi del petrolio. Ciò che davvero preoccupa - ha concluso Reynders - sono piuttosto le esportazioni verso economie come quelle americana e cinese".

 

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