La politica

Berlusconi e Casini

Berlusconi scommette sull'imminente crisi di governo: "90 possibilità su cento"

21-09-2007

ROMA. Silvio Berlusconi fa il bookmaker e scommette sull'imminente crisi di governo ("90 possibilità su cento") e sul conseguente ritorno del centrodestra a Palazzo Chigi. Gianfranco Fini indossa i panni del patologo, visto che ormai il governo è in "decomposizione". E persino il moderato Pier Ferdinando Casini, pur se con la consueta cautela, mette le mani avanti e si dice "pronto" anche a tornare al voto in primavera.

L'opposizione, mentre si sfrega le mani davanti all'ennesimo sfaldamento della maggioranza sulla Rai, sembra mettere da parte le divisioni degli ultimi mesi e lancia un vero e proprio assedio al governo. Anche se il voto di Palazzo Madama, incrina i rapporti con la ‘Destra' di Francesco Storace, accusato di aver salvato Romano Prodi con la sua assenza.

Il presidente di Forza Italia è il primo ad annunciare aria di tempesta nella maggioranza. In mattinata, riunito con i vertici del partito, scommette sulla caduta di Prodi: "Ci sono 90 possibilità su 100 che ci sia una crisi di governo in tempi brevi, quindi teniamoci pronti perché praticamente siamo già in campagna elettorale". Il Cavaliere non pensa al voto del pomeriggio in Senato visto che, precisa, "rischiano su welfare e politica estera, più che sulla Rai". Poi, come al solito, snocciola i sondaggi che vedono un distacco sempre più ampio in favore del centrodestra: 55,7% contro il 44,1.

Passa qualche ora e in Senato la maggioranza evita di andare sotto, ma perde pezzi. L'Udeur di Clemente Mastella lascia l'aula chiedendo una verifica. Poco dopo Berlusconi arriva al congresso dell'Internazionale democristiana, presieduta dal riconfermato Casini, che vede come ospite d'onore proprio Berlusconi. L'immagine dei tre in prima fila - proprio mentre il leghista Roberto Calderoli riassume il pensiero della Cdl chiedendo a Napolitano di "dimettere" Prodi - no sfugge agli occhi maliziosi dei giornalisti. Stretta di mano cordiale e discorsi di rito, in cui non mancano però complimenti reciproci.

Casini ricorda che il Cavaliere e il Guardasigilli "siedono nella stessa famiglia" del Ppe e si augura che "processi di unificazione proseguano". L'ex premier sottolinea invece la vicinanza di Fi con la tradizione della Dc e poi, aprendosi in un largo sorriso, annuncia: "Temo che presto avremo di nuovo la responsabilità di governare questo grande Paese", sottolineando (con un vistoso lapsus) che "il governo ha perso la sua maggioranza su una importante votazione alla Camera".

Sceso dal palco, il Cavaliere è un fiume in piena: "La maggioranza non c'é più e il voto in primavera è inevitabile. Dini con noi? Vediamo, vediamo, certo - aggiunge sibillino - io, Mastella e Casini siamo già insieme nel Ppe e coerenza vorrebbe che fossimo insieme anche qui da noi...".

Parole simili le spende il leader dell'Udc: "Prodi si illude di governare, ma va avanti senza maggioranza: sarebbe serio che prendesse atto della realta". I centristi, avverte Casini, sono favorevoli alla riforma della legge elettorale in salsa tedesca, ma sono anche "pronti" al voto anticipato. Altro partito, altro albergo, altro leader del centrodestra; ma la musica non cambia. "Quanto accaduto dimostra che il governo politicamente non c'é più", sentenzia Gianfranco Fini che, davanti ai dirigenti di An, parla di "arroganza" del centrosinistra, ma anche di "danni enormi" al Paese. Poi, dopo un incontro con Roberto Formigoni, evoca l'immagine di una maggioranza "in coma", in via di "decomposizione".

Una sintonia nel centrodestra che non si riscontrava da tempo, come dimostrano le parole degli stessi protagonisti. ‘Ho ricostruito un ottimo rapporto con Cesa e anche con Casini'‘, aveva detto in mattinata Berlusconi ai suoi. "Mi fa piacere che Berlusconi ci faccia visita, sono sei mesi che non ci vediamo, lo attendo con simpatia", gli aveva fatto eco, qualche ora dopo, Casini.

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