La politica

Clemente Mastella

Catanzaro. Mastella chiede il trasferimento dei magistrati che indagarono su Prodi

21-09-2007

ROMA. Il procuratore capo di Catanzaro, Mariano Lombardi e il suo sostituto, Luigi De Magistris, hanno compiuto "gravi violazioni deontologiche" nella conduzione di "più procedimenti penali, alcuni dei quali relativi ai magistrati del distretto di Potenza". Lo sottolinea il ministero della Giustizia che, in una nota, conferma l'avvio dell'azione disciplinare da parte del guardasigilli, Clemente Mastella, e la richiesta al Csm della misura cautelare del trasferimento d'ufficio per entrambi.

I due magistrati - viene inoltre sottolineato - "erano stati già raggiunti nei mesi scorsi da più azioni disciplinari esercitate dal pg presso la Suprema Corte di Cassazione per fatti diversi".

Il ministero della Giustizia spiega che "l'iniziativa odierna è stata determinata da ulteriori approfonditi accertamenti dei competenti uffici ministeriali, che hanno dimostrato gravi violazioni deontologiche dei due magistrati".

Una storia cominciata con un rapporto fatto di stima e collaborazione reciproca e finita con una contrapposizione pesante, frutto di dissidi professionali e personali. È quella tra il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi, ed il suo sostituto, Luigi De Magistris. De Magistris ha condotto negli ultimi anni le inchieste più importanti in carico alla Procura di Catanzaro tra cui quella denominata Why Not, su un presunto comitato d'affari che avrebbe gestito illecitatamente finanziamenti statali e comunitari, nell'ambito della quale è stato iscritto nel registro degli indagati, per abuso d'ufficio, il Presidente del Consiglio, Romano Prodi.

La richiesta di Mastella al Csm segna la conclusione di una vicenda costellata dalle pesanti polemiche tra Lombardi e De Magistris scoppiate in coincidenza con la decisione presa nel marzo scorso dal procuratore di revocare al suo sostituto l'inchiesta denominata Poseidone sui presunti illeciti nella gestione del settore della depurazione. Revoca disposta da Lombardi dopo che De Magistris aveva inviato un'informazione di garanzia al senatore Giancarlo Pittelli, di Forza Italia, difensore di molti degli indagati nell'inchiesta in cui sono coinvolti esponenti politici di primo piano tra cui il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa.

Lombardi motivò la revoca dell'inchiesta col fatto che De Magistris non lo avrebbe informato preventivamente dell'invio dell'informazione di garanzia a Pittelli. Subito dopo la revoca, De Magistris presentò un esposto al Csm contro il procuratore Lombardi accusandolo di avere commesso un abuso togliendogli l'inchiesta.

Una situazione, dunque, di pesante contrapposizione che aveva indotto il ministro Mastella a disporre l'ispezione conclusasi con la richiesta al Csm di trasferimento dei due magistrati.

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