L'Articolo

Calcio. L'Italia batte (male) la Georgia

13-10-2007

GENOVA. Brutta, come tutte le squadre operaie che si danno arie aristocratiche. Comunque vincente grazie ad una papera del portiere georgiano Lomaia su punizione di Pirlo e ad una percussione di Grosso in chiusura di partita.

L'Italia di Donadoni stavolta però non può aggrapparsi ai machiavellismi del risultato favorevole, perché la giornata di qualificazioni europee regala sapori agrodolci: vince infatti anche la Francia, (goleada alle Far Oer) e soprattutto s'impone senza difficoltà la Scozia sull'Ucraina: cosicché in classifica tutto resta come prima, con i britannici che precedono di un punto gli azzurri e di due la squadra di Domenech.

Ma se mercoledì prossimo, mentre l'Italia affronterà in amichevole il Sudafrica, i francesi batteranno i lituani e gli scozzesi andranno a vincere in Georgia, per la squadra campione del mondo la sfida del 17 novembre a Glasgow assumerà toni sportivamente drammatici.

Forse innervositi dai risultati delle avversarie, che hanno giocato prima, ieri sera gli azzurri hanno interpretato male il copione scritto da Donadoni: il ct aveva parlato alla vigilia di squadra operaia e di capacità di aggredire avversari e spazi: in realtà la sua squadra ha giocato con supponenza e sotto ritmo, ed è stata penalizzata dall'assenza di un esterno di ruolo.

Quagliarella, mandato in campo al posto dell'influenzato Iaquinta, ha deluso, e Di Natale pur muovendosi ha contribuito ad intasare spazi già ad alta densità di popolazione: i georgiani infatti, preoccupati degli stacchi di Toni, hanno rinforzato al massimo la retroguardia.

C'é stata anche suspense, perché fino al 43' l'Italia non era riuscita a sbloccare il risultato: una volta raggiunto l'obiettivo, si è limitata a svolgere senza entusiasmo il compitino, e non ha rischiato molto (fino al gol della sicurezza di Grosso) solo perché i georgiani sono obiettivamente modesti.

Un avvio di rara bruttezza aveva lasciato presagire lunghe fasi di difficoltà per gli azzurri. Al 4-3-3 schierato da Donadoni i georgiani di Topmoller rispondevano con un 4-4-2 scolastico ma efficace. Anche perché il tridente italiano quasi mai riusciva ad andare in profondità. Per la verità quando gli azzurri alzavano il ritmo la difesa georgiana finiva in affanno, come al 5' (deviazione di Kvirkelia che rischiava l'autogol su cross di Ambrosini) ed al 13' quando Di Natale da sinistra metteva in mezzo un bel pallone che Quagliarella al volo mandava sull'esterno della rete. E così, con la Georgia che continuava il suo gioco quasi lavorato all'uncinetto a centrocampo, piccoli tocchi e possesso di palla, ci voleva un'invenzione di Di Natale al 27' per ravvivare la gara: l'udinese crossava da sinistra smarcando Toni, il centravanti colpiva di testa a portiere battuto, ma la palla finiva incredibilmente sul palo.

Un paio di occasioni in mischia per Toni (palla alta) e Di Natale (idem), ed il primo tempo sembrava destinato a chiudersi sullo 0-0: invece al 43' Megia Devila fischiava una punizione a 25 metri dalla porta per fallo su Ambrosini: Pirlo calciava sul primo palo, il portiere si buttava dall'altra parte per andare a contrastare il previsto salto di Toni, e la palla entrava in rete.

La papera avversaria galvanizzava gli azzurri che immediatamente conquistavano un altro calcio da fermo: ancora tiro di Pirlo, e stavolta Lomaia si disimpegnava in angolo.

Nella ripresa la prima emozione però arrivava al 9' su una gran botta di Grosso da lontano deviata in angolo. Poi una lunga serie di duelli rusticani a centrocampo scandiva stancamente il tempo, con gli azzurri capaci di arrivare al tiro di nuovo solo con Di Natale al 20'. Poi ci pensava Foggia, subentrato a Quagliarella, ad offrire una gran palla a Toni che però mancava l'appuntamento al 28'. Ma il centravanti del Bayern si riscattava al 39' difendendo bene la palla in area ed appoggiandola a Grosso, l'eroe mondiale migliore in campo stasera, bravo a realizzare la rete del raddoppio.

 

Il palinsesto di oggi