Economia

Petrolio. Record storico del greggio a $100. Rischio di nuovi aumenti per bollette e benzina

02-01-2008

ROMA. La soglia dei 100 dollari è stata raggiunta. Il petrolio l'aveva sfiorata a più riprese nelle scorse settimane, arretrando sempre sul limite. Ieri, primo giorno di attività 2008 per i mercati, la sorpresa è arrivata. Il greggio ha toccato il picco di 100 dollari al barile al Nymex di New York, mentre a Londra il brent è salito alla quotazione record di 96,75 dollari, la più alta mai toccata dal petrolio di riferimento europeo. Immediato, e pesante, l'effetto sulla borsa di New York, con un effetto di trascinamento anche sulle europee, che hanno bruciato 106 miliardi.
Nel giro di tre anni il prezzo dell'oro nero è praticamente raddoppiato e ora il rischio di nuovi rincari per i carburanti e di altre stangate sulle bollette di luce e gas, dopo quelle appena scattate, è dietro l'angolo. Ma non è solo il petrolio a prendere il volo. Ieri anche l'oro è stato protagonista di un vero e proprio rally, portandosi ai livelli più alti da 28 anni a questa parte. E in generale per tutte le commodities hanno subito un'impennata. A spingere i rialzi, il dollaro debole e i timori per una ripresa dell'inflazione a livello globale. Un mix di fattori che fa risalire l'interesse verso i cosiddetti beni "rifugio". L'oro, su cui pesano anche le tensioni in Pakistan dopo l'attentato a Benazir Bhutto, ha toccato a Londra un nuovo record storico, portandosi in serata a 859,20 dollari l'oncia, polverizzando nel giro di poche ore un precedente picco di 855 dollari segnato nel pomeriggio e soprattutto gli 850 dollari del gennaio del 1980.
Corsa per il metallo prezioso anche al Comex di New York, dove le quotazioni sono arrivate a 860 dollari, avvicinandosi al record di 873 dollari raggiunto il 21 gennaio 1980, in concomitanza con lo scoppio della guerra Iraq-Iran. Nel corso del 2007, l'aumento è stato ben del 30% e alcuni osservatori ritengono coro ha subito un aumento e, secondo alcuni osservatori, quest'anno potrebbe raggiungere il picco del 1000 dollari l'oncia. Ieri è stato record anche per il platino, a 1.552 dollari l'oncia, mentre argento e palladio si sono attestati sui massimi degli ultimi due mesi. Ma le preoccupazioni maggiori arrivano dal petrolio.
Ieri l'apertura sul mercato di New York a 98 dollari al barile, con un rialzo del 2,1%, aveva già fatto presagire una giornata difficile. I prezzi hanno poi subito una brusca accelerazione a circa metà seduta, portandosi rapidamente sul record storico dei 100 dollari, per poi chiudere poco sotto a 99,61, con un balzo del 3,8% sulla chiusura precedente. È stato così bruciato il precedente primato di 99,29 dollari, che risale allo scorso 21 novembre. Dietro la corsa dell'oro nero, i nuovi attacchi dei ribelli agli impianti in Nigeria, principale produttore africano, che fanno temere un rallentamento della produzione, e la previsione di un calo delle scorte settimanali di greggio negli Usa. Il rapporto del Dipartimento dell'Energia Usa verrà diffuso oggi, con un giorno di ritardo rispetto al consueto a causa della festa di Capodanno. Ma le stime parlano di un calo di 3,15 milioni di barili, sui 293,6 milioni di barili della settimana precedente. Se il dato verrà confermato, sarà la settima settimana di fila che si registra una diminuzione delle scorte. La Casa Bianca ha comunque fatto sapere di non avere intenzione di toccare le riserve strategiche per calmierare i prezzi. Intanto torna l'allarme per un nuovo rialzo di bollette e benzina, e più in generale per l'intera economia. Dai prezzi di produzione a quelli di trasporto il caro-petrolio può innescare una spirale di rialzi sull'intero paniere dei beni di consumo, "spingendo l'inflazione verso il 3%", spiega Davide Tabarelli, economista ed esperto tariffario di Nomisma Energia. Con il greggio su questi livelli, aggiunge, "avremmo un peggioramento del deficit energetico nell'ordine di 4-5 miliardi di euro". Anche Pasquale De Vita, presidente dell'Unione petrolifera, parla di "un brutto segnale" che si inserisce in una "tendenza preoccupante".

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