Dall'Italia

Terrorismo. La Petrella sarà estradata. Lo ha deciso Sarkozy. La figlia dell'ex br: un atto pilatesco

08-07-2008

PARIGI. Nicolas Sarkozy ne ha parlato in Giappone con Silvio Berlusconi e ha deciso: concederà l'estradizione dell'ex brigatista rossa Marina Petrella, condannata all'ergastolo, ma chiede alle autorità italiane di graziarla per le sue condizioni di salute e per il tempo trascorso dalla condanna. È un atto "pilatesco" quello di Sarkozy dice Elisa, la figlia dell' ex terrorista - "mia madre sta morendo in carcere, e lui se ne lava le mani".
Berlusconi, che insieme al presidente francese sta partecipando, in Giappone, ai lavori del G8, avrebbe reagito con sorpresa alle parole di Sarkozy. Non solo per l'inevitabile reazione del centrodestra ma anche e soprattutto perché attento a non dare l'impressione di aver scavalcato il Quirinale, unico titolare della autorizzazione alla grazia. Per questo, il presidente del Consiglio ha immediatamente dato mandato al suo portavoce di diffondere una nota per chiarire la vicenda.
"Il presidente del Consiglio sarà soltanto latore della richiesta del presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy per quanto riguarda la brigatista Petrella. Ma è evidente - spiega Paolo Bonaiuti - che il potere di grazia è prerogativa esclusiva del presidente della Repubblica italiana". Un annuncio inatteso quello di Sarkozy, visto che, fra l'altro, non si è ancora concluso l'iter giudiziario della Petrella.
L'ex brigatista, 54 anni, ha infatti presentato un ricorso davanti al Consiglio di Stato contro il decreto d'estradizione firmato il 9 giugno scorso dal premier francese Francois Fillon. Il ricorso non è sospensivo, ma è prassi che la Francia non proceda all'estradizione prima dell'esame dell'appello, cosa che può prendere diversi mesi. E il ministro della giustizia francese, Rachida Dati, ha confermato che la Petrella sarà estradata solo quando tutti i ricorsi contro l'estradizione saranno respinti.
Ma cosa può aver spinto Sarkozy a parlare del ‘caso Petrella' con Berlusconi, il quale - ha riferito il capo dello Stato francese - "ha condiviso la mia analisi e mi ha detto che sarebbe intervenuto presso il presidente per ottenere la grazia"?
Nelle ultime settimane, in Francia, alcuni quotidiani, come Le Monde e Liberation, e addirittura il settimanale femminile Elle, sono intervenuti sul ‘caso Petrella', dopo che da parte della figlia Elisa e della legale, Irene Terrel, sono stati diffusi comunicati medici sull'"allarmante" stato di salute della donna, "in stato depressivo gravissimo", detenuta ora in un ospedale psichiatrico. È intervenuta anche la moglie di Sarkozy, Carla Bruni, che, sul quotidiano Liberation del 21 giugno, pur ponendo una domanda in generale - "il diritto d'asilo deve essere rispettato per i rifugiati, ma i terroristi sono dei rifugiati?" - aveva aggiunto: la Petrella "deve essere curata come ogni essere umano e per questo la prigione non è il luogo ideale".
La Petrella "si lascia morire", ha insistito il suo avvocato Terrel, che si batte per l'applicazione immediata di una "clausola umanitaria" che sospenda la procedura d'estradizione. La Terrel si è detta "inorridita" per le affermazioni di Sarkozy: la sua - ha affermato - è " solo una piroetta in più per non passare per un carnefice nel momento in cui la mia assistita sta morendo".
Arrivata in Francia nel 1993 per sfuggire ad una condanna all'ergastolo nel processo Moro-ter, la Petrella si era rifatta una vita: aveva avuto un'altra figlia, lavorava come assistente sociale ad Argenteuil, nella banlieue parigina, dove era stata arrestata nell'agosto del 2007. Marina - ha aggiunto l'avvocato Terrel - "viveva in Francia a viso scoperto" nel nome della ‘dottrina Mitterrand', che concedeva asilo ai protagonisti degli Anni di piombo che abbandonavano la lotta armata.
La Lega dei diritti dell'uomo ha chiesto a Sarkozy di rinunciare all'estradizione della Petrella nel momento in cui si dice pronto ad accogliere i membri delle Farc che rinunciano alla lotta armata. Ma il presidente francese ha negato che ci sia contraddizione tra le due posisioni: "Non è un accordo che negozieremo tra noi e le Farc, senza la Colombia - ha spiegato Sarkozy - è una proposta che sarà fatta per risolvere un problema che sconvolge il 30% del territorio colombiano".
La Petrella, invece, sara estradata perché si tratta di un atto "conforme agli accordi europei e alle decisioni della giustizia francese", sottolinea Sarkozy, che annuncia una lettera a Belrusconi e a Napolitano per precisare "le condizioni della richiesta di un gesto umanitario". Cioé la grazia per Marina Petrella, "che non va estesa ad altri".

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