L'Articolo

Olimpiadi. Record per il salto con l'asta. Yelena Isinbayeva non fallisce un colpo

19-08-2008

Un altro primato del mondo, e non poteva essere altrimenti perché Yelena Isinbayeva non fallisce un colpo. È l'ennesimo acuto della russa regina del salto con l'asta, un 5,05 al terzo ed ultimo tentativo (un centimetro sopra il suo precedente record) ad illuminare la notte dell'atletica di Pechino.
È anche il terzo exploit in altrettante serate, dopo quello fantastico di Bolt sui 100 metri, e quello di domenica della Galkina nei 3000 siepi.
Continua quindi la favola della bella russa che va oltre i cielo e domina la scena: quest'anno aveva alzato già per due volte il tetto del mondo, prima al Golden Gala romano e poi nel meeting di Montecarlo. È più che mai lei, questa modella mancata dagli occhi chiari e lo sguardo di ghiaccio, che un giorno vuole fare l'attrice, la Sergei Bubka al femminile, la donna che fa collezione di primati (23 con quello di ieri) e non ha alcuna voglia di smettere.
Così ancora una volta 'buca' gli obiettivi e va prendersi l'oro di Pechino dopo quello di Atene, schiantando la resistenza di quella che avrebbe dovuto essere l'unica credibile rivale, l'americana con nonno siciliano Jennifer Stuczybnski che deve accontentarsi di un argento comunque meritato.
È un po' la festa anche di Formia, località del basso Lazio dove c'é la scuola di atletica 'Bruno Zauli' non più casa solo della Fidal dato che ci si allenano personaggi di mezzo mondo. Lei, assieme al suo tecnico Valery Petrov che rese immenso Bubka e nel 2003 fece vincere un titolo mondiale all'azzurro Gibilisco, è una delle frequentatrici più assidue, al punto di essersi innamorata dell'Italia e della sua cucina: ai fornelli sta diventando brava quasi come nel salto con l'asta, e la sua specialità sono le lasagne al forno.
Ieri però c'é stato solo spazio per l'atletica, e per una gara dominata, interrotta nella sua fase iniziale dalla plateale protesta della brasiliana Fabiana Murer, che aveva perso una delle sue aste e si era arrabbiata al punto da impedire ad un'avversaria, la cinese Gao, di saltare. In breve è stata ricondotta a più miti consigli.
Ma è stata anche la serata in cui un'americana è tornata a vincere l'oro nel disco interrompendo un digiuno ai Giochi che durava da Los Angeles 1932. Autrice dell'impresa l'incredula Stephanie Brown Trafton che nel dopo-gara ha fatto anche la spiritosa: "Arrivando in Cina qualcuno mi aveva predetto che nel Nido d'Uccello (lo stadio di Pechino, n.d.r.) avrei trovato il mio uovo d'oro".
Gli Usa hanno aggiunto al loro bottino le tre medaglie dei 400 ostacoli in cui si è imposto il grande favorito Angelo Taylor. Spettacolo a modo suo lo ha dato anche Usain Bolt, con un quarto di finale dei 200 corso passeggiando negli ultimi 50 metri, per preservare energie e dimostrare che quando farà sul serio (la finale è in programma domani) potrebbe di nuovo stupire il mondo, e disporre come vuole degli avversari. Il suo secondo oro nello sprint è solo questione di giorni.
In quella che avrebbe dovuto essere la finale di Andrew Howe si è imposto l'uomo che aveva battuto il ragazzo di Rieti ai Mondiali di Osaka, il panamense Irving Saladino. Nelle qualificazioni del lungo era passato per il rotto della cuffia, con un 8.01 all'ultimo salto.
Domenica sera ha invece confermato che quando il gioco si fa duro non ce n'é per nessuno. Per l'atletica di Panama è la prima medaglia d'oro vinta nella storia delle Olimpiadi, al termine di una finale contro un campo di avversari particolarmente qualificato (secondo il sudafricano Mokoena e terzo il cubano Camejo), in cui il vero Howe non avrebbe sfigurato. "È un sogno che si è avverato, ho vinto alle Olimpiadi - ha detto Saladino dopo la gara - ma ora già penso all'anno prossimo quando, più che ad altre medaglie, punterò a stabilire il nuovo record del mondo".
Nei tremila siepi a continuare l'interminabile striscia vincente del Kenya (settimo oro consecutivo ai Giochi in questa gara) è stato Brimin Kipruto, argento ad Atene 2004 e campione del mondo in carica. Altro oro keniano sugli 800 donne, dove la non ancora 19enne Pamela Jelimo ha condotto la gara dall'inizio e stabilito in 1'54"87 il nuovo record mondiale juniores. Come dire che l'atletica-spettacolo ha regalato emozioni a iosa anche ieri, il giorno della Regina Isinbayeva.

Il palinsesto di oggi