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Polizia pakistana

Pakistan. Zardari, una delle figure più controverse nella storia del Paese

07-09-2008

NEW DELHI. Il neo eletto presidente del Pakistan, Asif Ali Zardari, vedovo di Benazir Bhutto, votato ieri dalla maggioranza del parlamento alla massima carica, è una delle figure più controverse nella storia del Paese. Con fama di seduttore fin da ragazzo, figlio di un proprietario di cinema, cresciuto a Karachi dove ha frequentato la stessa scuola superiore del dimissionario presidente Pervez Musharraf, Zardari cambiò la sua vita quando nel 1987 sposò, con un matrimonio combinato, Benazir Bhutto, di tre anni più grande di lui, discendente di una famiglia che annoverava capi di governo e ministri. Zardari fu subito candidato ed eletto all'Assemblea nazionale, la camera dei deputati pachistana, dove è stato per sei anni, per poi diventare due volte ministro in altrettanti governi della moglie, chiudendo la carriera politica nel 1999 al senato.
Una carriere finita con il carcere, dove restò dal 1999 al 2004 con accuse che andavano dall'omicidio alla corruzione al riciclaggio di denaro sporco. L'accusa di omicidio risale al 1996, per l'uccisione di suo cognato Murtaza Bhutto.
Per quanto riguarda la corruzione, Zardari era noto come "mister 10%" perché pretendeva tangenti su tutti i lavori che il governo di sua moglie realizzava. Dopo la scarcerazione andò a Londra, da dove è tornato in patria nell'ottobre 2007 insieme alla moglie in virtù dell'ordinanza di Musharraf che cancellava tutti i reati commessi da burocrati e politici dal 1988 al 1999.
Dopo l'uccisione di Benazir il 27 dicembre 2007, nonostante il suo testamento politico indicasse il figlio Bilawal come successore, Zardari si è imposto nel Partito del Popolo Pachistano (Ppp) fino ad assumere il ruolo di co-presidente insieme al figlio. Zardari aveva detto di non volersi candidare, ma alla prima occasione si è fatto nominare candidato alla presidenza.