Cultura

Liza Minnelli a Roma:"Mina è la più grande"

03-10-2008

ROMA. Prima la passerella a Fontana di Trevi dove ha mimato New York New York per fotografi e turisti, poi una conferenza stampa dove, con un ritmo che sembrava quello della big band jazz di Count Basie, ha mescolato ricordi di un trisavolo morto cadendo da un albero, ha citato Madre Teresa di Calcutta, I Whitesnake, ha fatto una dichiarazione d'amore a Mina, ha parlato di Kay Thompson, un mito di Broadway e Hollywood. Liza Minnelli è tornata, per citare il titolo di un suo album.  
Ieri era a Roma per presentare la tournee che comincerà il 29 ottobre dall' Accademia Nazionale di Santa Cecilia e proseguirà il primo novembre al Maggio fiorentino, il Quattro a Bologna, il sette a Bari, il 10 a Torino, il 12 a Campione d'Italia e il 14 a Milano.
Oggi sarà ospite della puntata dei Migliori anni, lo show di Carlo Conti su Raiuno. Il punto di partenza per questo fiume di ricordi, aneddoti e confessioni è il suo spettacolo, molto ricco, con una big band, quattro cantanti ballerini, una parte, ovviamente con i suoi classici e una dedicata a "onorare la memoria di mio padre e di Kay Thompson, che è stata la mia madrina".
Kay Thompson è stata la trainer, tra gli altri, di Judy Garland, Frank Sinatra e Lena Horne e "l' arrangiatrice" delle parti vocali delle grandi produzioni della Mgm, da Zigfield follies alle Ragazze di Harvey a Nuvole passeggere e Il pirata con la Garland e Gene Kelly.  "Non ho mai parlato della mia vita sul palco, ora ho l'età per farlo. Per questo ho deciso di rendere onaggio a Kay, la donna che ha maggiormente influenzato la mia vita, avermela fatta conoscere è stato il dono più grande che i miei genitori mi abbiano fatto. Un genio, una grande cantante, una donna che ha rivoluzionato le armonie vocali nel musical. La prima parte sarà puro Thompson style, ci sarà del buon jazz e tutto a un ritmo musicale molto veloce, com'era nel suo stile. La chiamavano 'regina del duè, perché tutto il suo lavoro poggiava sugli accenti dello swing - racconta la Minnelli - Poi parlerò anche di mio padre, Vincent Minnelli: direi che se mia madre Judy Garland mi ha regalato l'energia, mio padre mi ha regalato i sogni".  Le altre due grandi influenze sono state "John Kander e Fred Ebb, gli autori di 'Liza with a z', delle musiche di 'Cabaret' e di 'New York New York' (e di 'Chicago'), praticamente sono loro che mi hanno inventato e Charles Aznavour, un autore che scrive canzoni che sono dei piccoli film, Nello spettacolo canterò la sua 'What makes a man a man', dove sono una donna che fa finta di essere un uomo che interpreta una donna". Poi una dichiarazione d'amore per Mina. "Un giorno Kay mi disse: 'ora ti faccio ascoltare la più grande cantante che abbia mai sentitò. Ha messo un disco di Mina e sono rimasta senza fiato. Se facesse un concerto andrei backstage a chiederle l'autografo".
"Mi chiedono se oggi esistono personaggi che possono raccogliere la mia eredità. Se avessi avuto 15 anni questa domanda l'avreste fatta a un'altra. Ascolto di tutto, sono andata ai concerti dei Queen, dei Pet Shop Boys e persino dei Whitesnake (un gruppo metal). Mi piace Bublé". "Arrivo in teatro tre ore prima dello spettacolo: mi trucco mi vesto e per un'ora faccio training per trovare l'energia di diventare quello che devo essere sul palco. Passo il tempo con i musicisti ma prima dello show vado davanti al palco e faccio questa preghiera di Madre Teresa di Calcutta: Dio dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di affrontare quelle che posso cambiare e la saggezza di capire la differenza".

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