Economia

Crisi Mutui. G7/ Bush: risposta globale. Draghi: serve cooperazione: il comunicato del G7 dimostra che c'è volontà

11-10-2008

WASHINGTON. Una "seria risposta globale" per affrontare una crisi globale, che non si risolverà in una notte: alla Casa Bianca il presidente George W. Bush riceve i ministri finanziari del G7 per discutere le attuali turbolenze finanziarie che si stanno ripercuotendo sull'economia reale rallentando la crescita mondiale e spingendo gli Usa sull'orlo della recessione. All'incontro ha partecipato anche il presidente del Financial Stability Forum e governatore della Banca d'Italia Mario Draghi.
"Siamo davanti a una grave crisi globale che richiede forti risposte globali. Siamo insieme in questa crisi, ne usciremo insieme", afferma Bush, invitando al massimo coordinamento così da evitare che "le azioni prese da un Paese contraddicano o danneggino le azioni di altri Paesi". "Faremo tutto quello che deve essere fatto per risolvere la crisi, l'economia mondiale uscirà più forte da tutto questo", ha aggiunto il presidente, constatando come nella passate crisi alcuni Paesi avevano scelto di isolarsi, mentre "stavolta le cose sono differenti: i leader riuniti a Washington questo fine settimana stanno lavorando tutti insieme".
L'incontro di ieri alla Casa Bianca, a poche ore dal piano d'azione messo a punto dai Sette Grandi, è stato "molto importante", ha sottolineato Draghi. Secondo il presidente del Financial Stability Forum "serve cooperazione: il comunicato del G7 dimostra che c'è volontà di interazione e questo è stato apprezzato dai mercati" e dà un "segnale giusto". "Ora abbiamo bisogno di azione, un'azione congiunta", ha constato Draghi, non volendo ricorrere al termine "coordinamento perché troppo ambizioso".
Di fronte a una crisi come quella attuale, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ritiene necessario "estendere il G8 ad altri Paesi", tenendo così conto delle nuove realtà economiche emergenti. Parlando all'ambasciata italiana al termine degli incontri del G7 e del Fondo Monetario, Tremonti ha spiegato come "il vecchio G7, poi G8, controllava l'80% del pil del mondo", mentre ora si ferma al 50%. Di fronte alla crisi che "è globale" e senza precedenti, secondo Tremonti "va data una risposta non solo tecnica ma anche politica".
La crisi in atto, la più seria da 1930, sta "spingendo gli Usa sull'orlo della recessione _ ha osservato il commissario europeo agli Affari Economici Joaquin Almunia _ mentre l'attività economica europea si sta contrarendo". Pur privilegiando una soluzione privata, Almunia ritiene che data l'ampiezza "dei problemi sistemici, un'azione pubblica decisiva è stata necessaria e lo è ancora per rompere il circolo di svalutazioni degli asset, pressione sui titoli e crisi delle banche".
Almunia ha promosso l'intervento coordinato delle banche centrali sui tassi e ha precisato che, se venissero confermate le indicazioni sull'inflazione, ci sarebbe spazio in Europa per ulteriori tagli del costo del denaro.

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