I consigli di Laura

La vita ci sfida a trovare un coraggio inaspettato

11-10-2008

Cara Laura,
ho letto la lettera della signora disperata, di qualche giorno fa. Ho sentito subito la necessità di scrivere e perciò scrivo per email. Quello che voglio dire alla giovane signora è che non si deve arrendere.
So che cosa vuol dire vivere con la paura di una malattia perché ci sono passata. Ho sessantasette anni e a cinquanta sono stata operata. I primi cinque anni sono stati terribili. Ero annientata dal terrore. Ero incapace di vivere come prima. ho fatto soffrire i miei figli e mio marito.
Probabilmente i miei figli sono rimasti segnati, tanto che hanno avuto bisogno di essere seguiti da uno psicologo in seguito. Io ce l'ho fatta senza, ma avevo una leva sensazionale: proprio loro, i miei figli.
Ho voluto guarire per loro, e sono guarita. Ho pensato che molto probabilmente il mio corpo sarebbe guarito. Ma se la sfortuna proprio avesse voluto accanirsi contro di me, almeno non le avrei dato soddisfazione: i miei figli avrebbero dovuto accettare serenamente tutto quello che doveva succedere.
So che è molto difficile da farsi più che a dirsi. Ma essere madre porta a trovare una forza dentro di noi che non ci aspetteremmo mai. Vorrei dire alla signora che ha scritto che deve solo cercare questa forza dentro di sé. Anche lei ha avuto il dono meraviglioso della maternità. Troverà di nuovo la voglia e la gioia di vivere.

Cara Rosa,
se potessi indirizzerei la tua lettera a tutte le persone che hanno avuto il tuo problema. Sono contenta che qualcuno ogni tanto dia un messaggio così forte di speranza.
A volte la vita ci sfida a trovare un coraggio che non sappiamo di avere. E forse vale la pena di affrontare situazioni difficili solo per questo.


Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,
55 Bergenline Ave., Westwood, N.J., 07675

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