Analisi e commenti

L'intervento/Capire la politica italiana in modo distaccato. I retroscena visti dagli Usa

di Dom Serafini

02-11-2008

Le notizie dall'Italia arrivano confuse? Gli eventi che ultimamente si susseguono a Roma e a Milano causano preoccupazione? La stampa italiana sensazionalizza la politica?
Niente paura, in America siamo in grado di analizzare il tutto con distacco, obiettivitá e chiarezza. Iniziamo con il riassumere gli eventi recenti: 1) Riforma della scuola elementare. 2) Preferenze e sbarramento alle elezioni europee. 3) Agnelli: la guerra tra ereditieri 4) Elezioni in Abruzzo, la Vigilanza Rai e l'equilibrio politico nazionale.
Come qualsiasi riforma, anche quella della scuola elementare ha benefici e svantaggi. Bisogna stabilire se questa scuola debba privilegiare i suoi 78.000 insegnanti (piú 54.000 di sostegno) oppure i suoi 1,65 milioni di alunni.  
Far tornare le scuole elementari ai tempi di quando erano non solo centri di istruzione, ma anche di educazione dovrebbe essere importante. Quindi non si vede nulla di male nel tornare al maestro unico (affiancato da un insegnante d'inglese ed uno di religione), il voto in condotta che fa media, la valorizzazione del merito degli insegnanti, libri validi per 5 anni ed il grembiulino per evitare la corsa ai vestiti griffati.  Tornare alle 24 ore settimanali vuol dire portare il numero di ore annuali da 1.200 a 600, sempre piú di quelle in Germania (564). É stato fatto notare che la scuola spende il 97% del proprio bilancio in stipendi. La prossima riforma coinvolgerà gli istituti tecnici, ormai fuori controllo.
Per l'universitá, che presto il governo dovrà affrontare, il problema è il "baronato". Il controllo che molti docenti e rettori hanno su atenei, ricerche e personale. Pertanto vedere tutte queste dimostrazioni degli studenti universitari contro la futura riforma degli atenei fa solamente pensare a una strumentalizzazione sia dei baroni che delle forze poliche.
Passiamo ora alla riforma del sistema elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo. Elezioni che si terranno in una data da fissare tra il 4 e il 7 giugno, 2009 per eleggere 73 rappresentanti (su di un totale di 736 parlamentari) per i successivi 5 anni.
Qui i contrasti esistono per via delle liste bloccate e per il livello di sbarramento, entrambi voluti dalla maggioranza. Come italiani residenti fuori dall'Unione Europea non saremo chiamati a votare, ma il buon senso ci porta ad appoggiare le preferenze, piuttosto che quello dove i candidati (e quindi gli eletti) vengono nominati dai partiti. Allo stesso tempo, peró, per evitare il ritorno alla frammentazione (e quindi al disordine) del potere politico, é meglio avere il livello di sbarramento al 5%, cioé eleggere liste che a livello nazionale abbiano ottenuto almeno il 5% dei voti.
E che dire della causa della 52enne Margherita Agnelli, unica figlia vivente di Gianni, intentata per conoscere l'entitá del patrimonio del genitore, morto nel 2003? La famiglia di Gianni Agnelli, principale azionista Fiat, ha due patrimoni privati: uno italiano e l'altro estero. Quello italiano è stato valutato a 3 miliardi di euro. Quello estero non si sa (ed ecco il motivo dell'azione legale).
In questo caso non si tratta di affari privati, bensí dello Stato, visto che negli ultimi 30 anni questo ha sempre assorbito le perdite della Fiat, mentre la famiglia ha intascato i profitti. Pertanto lo Stato italiano dovrebbe, se non recuperare i suoi investimenti, almeno beneficiare di una parte dell'eredità.
E dal Piemonte scendiamo in Abruzzo dove si sta giocando il futuro, se non del Paese, almeno dell'opposizione al Governo. Tutto é iniziato quando il governatore della Regione, Ottaviano Del Turco, è stato arrestato, accusato per 14 milioni di euro in tangenti per la sanità abruzzese. Del Turco era stato eletto governatore per il Pd nel 2005 e proveniva dal Psi. Anche nel 1993 era stato accusato di tangenti.
Con le dimissioni di Del Turco e le nuove elezioni regionali del 30 novembre, in Abruzzo il burrattinaio è logico che sia il deputato Antonio Di Pietro, fondatore del partito Italia dei valori (IdV) la cui forza si basa proprio in Abruzzo e Molise. Di Pietro sta cercando di sfruttare al massimo il suo 4,4% di consensi ottenuti alle ultime elezioni politiche.  In gioco c'è il futuro dell'opposizione, ora in mano ad un debole Pd con un'ancora piú debole leadership di Walter Veltroni. Per tener duro, il Pd ha accettato di proporre alla presidenza della Vigilanza Rai, il candidato di Di Pietro, l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, eletto deputato nella circoscrizione Lazio per l'IdV.
Orlando, peró ha il veto del primo ministro Silvio Berlusconi, in quanto uomo del dichiarato nemico Di Pietro. Senza una Vigilanza, non si puó procedere al rinnovo del consiglio di amministrazione della Rai. La maggioranza ha cercato di sbloccare l'impasse cercando di barattare il ritiro del suo candidato (Gaetano Pecorella, ex avvocato di Berlusconi) a giudice della Corte Suprema a favore di Giuseppe Frigo, favorito e poi eletto anche dal Pd e IdV. Di Pietro è rimasto impuntato su Orlando alla Vigilanza e la questione non è ancora risolta. Ma a far crescere la tensione dentro il Pd è l'insistenza di Di Pietro ad imporre il suo candidato, Carlo Costantini, come governatore dell'Abruzzo. Non avendo un suo candidato forte, il Pd avrebbe preferito una coalizione con l'Udc di Pier Ferdinando Casini, che ha candidato Rodolfo De Laurentis. Un candidato unico Pd, IdV e Udc avrebbe portato Casini dentro l'opposizione a livello nazionale e una sicura vittoria in Abruzzo. Ora invece Pd e IdV rischiano di consegnare l'Abruzzo al candidato del Pdl, Gianni Chiodi, ex sindaco di Teramo.  


*Direttore di VideoAge

Il palinsesto di oggi