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La polemica. "Maria non era vergine". Il quotidiano Die Velt pubblica un articolo schock

26-12-2008

BERLINO. La Madonna non era vergine e Giuseppe era evidentemente il padre di Gesù: un errore di traduzione si frappone al sacro dogma dell'immacolata concezione di Maria, facendo probabilmente sorridere qualcuno e allo stesso tempo arrabbiare molti credenti. È il quotidiano tedesco ‘Die Welt' a riportare la notizia alla vigilia di Natale in un lungo articolo online dall'irriverente titolo "Perché Maria non era vergine".
La Welt tratta in modo serio l'argomento: chi ha ascoltato da piccolo l'annunciazione dell'evangelista Luca, sarà accompagnato dalla magia tutta la vita. Ma a una più attenta lettura - avverte il quotidiano di Amburgo - bisogna sfatare due leggende: Maria era vergine, è un errore di traduzione. Giuseppe era evidentemente proprio il padre di Gesù. "La nostra ragione critica deve anche porsi delle domande di fronte a questa storia vecchia di duemila anni e che ha la pretesa ancora oggi di annunciare a tutto il mondo una buona novella (Vangelo)".
La soluzione si trova nel Vangelo di Matteo: qui appare l'angelo in sogno a Giuseppe e gli dice che Maria "è incinta dello Spirito Santo. Lei partorirà un figlio, al quale dovrà dare il nome di Gesù, perchè salverà il suo popolo dai suoi peccati". Questo succede perchè si compia ciò che il Signore ha annunciato tramite i profeti: "una vergine rimarrà incinta e partorirà un figlio al quale darà il nome di Immanuel, che significa ‘Dio è con noi'".
Tornando a Matteo, secondo la Welt, all'evangelista sarebbero sfuggiti due errori, che tolgono ogni fondamento alla disputa sull'Immacolata concezione. Le parole del profeta Isaia, che lui cita, le ha prese dal "Septuaginta", la prima versione greca dell'Antico Testamento, scritta circa 300 anni prima di Cristo da 72 saggi in 72 giorni. Nella citazione di Isaia, però, la parola "almah" (giovane donna) è stata tradotta erroneamente con "parthenos" (vergine). Non c'è più alcun motivo di riferirsi a questo "annuncio". Giuseppe e Maria - conclude l'autore dell'articolo - avrebbero potuto felicitarsi della nascita del bambino come qualsiasi altra normalissima coppia.
La seconda contraddizione riscontrata nel Vangelo di Matteo riguarda il fatto che non Maria, ma Giuseppe discende dalla stirpe di David. L'autore dell'articolo scrive che "l'angelo si rivolge a Giuseppe chiamandolo ‘Giuseppe, figlio di David'. Come può nascere allora un figlio di David, che Maria deve partorire, senza l'intervento di Giuseppe?".
La 'Welt' sottolinea inoltre che San Paolo "fondatore della Cristologia, non dedica nemmeno una parola a Maria, ma la Chiesa ne ha fatto una figura che sopravanza lo stesso Salvatore". Il giornale osserva poi che i due dogmi riguardanti Maria, come l'immacolata concezione e l'aver partorito Gesù rimanendo vergine, "sul piano razionale sembrano liquidarsi da soli, anche se rimarranno irremovibili".
A sostegno della sua tesi la 'Welt' cita con pungente ironia anche l'introduzione al Cristianesimo scritta da Joseph Ratzinger prima di essere eletto Papa, in cui si afferma che "l'insegnamento di Gesù come figlio di Dio non risulterebbe intaccato, se Gesù fosse nato da un matrimonio umano normale".
In un lungo articolo sulla progressista "'Sueddeutsche Zeitung" lo storico della Chiesa, Hans Foerster, smitizza invece la festività del Natale, ricordando che "nei primi tre secoli della nostra datazione la festa del Natale non veniva celebrata, ma venne introdotta solo nel quarto secolo, facendola coincidere con la data del solstizio invernale".
Lo studioso aggiunge che anche la festa ebraica di "Chanukka" è "più vecchia di mezzo millennio della festa di Natale e cade nella maggior parte dei casi in prossimità di questa".
La conclusione di Foerster è che "Natale è una festa di grande ambivalenza ed i teologi del XX secolo parlano in proposito di una riuscita inculturazione. Proprio per questo motivo questa festività in alcune fasi della storia della Chiesa è stata vista in maniera fortemente critica".

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