Università. Brunetta: "guerriglieri" negli atenei
ROMA. Dai "fannulloni" del pubblico impiego ai "guerriglieri" degli atenei. Al ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, certo le iperboli non dispiacciono e anche ieri è riuscito a conquistare la scena bollando, senza mezzi termini, gli studenti dell'Onda come guerriglieri, da trattare come tali. Anzi, - ha aggiunto in una successiva intervista televisiva - "questi non hanno la dignità dei guerriglieri che sono una cosa seria, sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni più o meno violente".
Immediata e prevedibile la valanga di critiche, affrontata dal titolare di palazzo Vidoni quasi in solitaria. Ha provato a stemperare i toni la collega dell'Istruzione Gelmini - "il ministro Brunetta come tutti sanno a volte usa toni forti e provocatori" - mentre Giorgia Meloni, ministro delle Politiche giovanili, ha puntato l'indice contro i centri sociali che "si sono impossessati del nome L'Onda, originariamente rappresentativo di un movimento spontaneo e non violento".
Tra i primi a reagire l'ex titolare di viale Trastevere, Giuseppe Fioroni che ha invitato Mariastella Gelmini "persona moderata" a prendere le distanze. "Additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi - ha detto - è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva" e dunque chieda lei scusa per conto del Governo.
Massimo Donadi, capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, ha parlato di "corto circuito tra il cervello e la lingua del ministro Brunetta". "Non c'é altra spiegazione - ha spiegato - per giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell'Onda. Parole incendiarie da piccolo duce".
"Provocazioni pericolose", "affermazioni irresponsabili che rischiano di provocare danni irreparabili" ha commentato Paolo Cento dei Verdi-Sinistra e Libertà mentre secondo Paolo Ferrero "che il ministro Brunetta sia un provocatore non stupisce, ma che ora vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell'Onda caricati dalla Polizia ieri a Roma, la dice lunga sull'idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte".
"Nemmeno 40 anni fa i ministri democristiani dell'epoca si permettevano di emettere giudizi così sommari, miopi e pericolosi" ha detto Mario Capanna, uno leader storici della contestazione del Sessantotto e Piero Bernocchi è convinto che Brunetta usi "la provocazione come metodo politico di visibilità personale".
Se l'opposizione è insorta, gli studenti non sono stati da meno. L'Unione degli studenti ha chiesto le dimissioni e le "immediate" scuse del ministro Brunetta la cui dichiarazione é "degna dei peggiori regimi sudamericani". "Il nostro - replica la Rete degli studenti - è un movimento pacifico, sono il Governo e la Polizia che stanno cercando di creare uno stato di guerriglia".
È lui, Brunetta, secondo l'Unione degli universitari, "l'unico guerrigliero" e così "si alimenta un clima di tensione contro chi dissente".
Di tutt'altro segno il commento di Azione studentesca secondo la quale "Brunetta è stato troppo generoso. I guerriglieri di solito hanno l'appoggio della popolazione che li sostiene contro l'esercito invasore. I collettivi nelle università vorrebbero giocare ai guerriglieri, ma sono solo dei teppistelli ignorati dalla maggioranza della popolazione studentesca".
Un invito ad abbassare i toni è arrivato, infine, dall'Associazione nazionale dei funzionari di polizia: "tutti i politici, sia quelli al governo che quelli all'opposizione, moderino i termini, poiché le loro parole sopra le righe corrono il serio rischio di tradursi inevitabilmente in pietre e molotov contro poliziotti e carabinieri, costretti a gestire situazioni sempre più difficili".












