Dall'Italia

Pasqua anche in Abruzzo. Il Papa invia 500 uova di cioccolato

12-04-2009

L'AQUILA. Sarà diversa da quella per cui fervevano i preparativi, ma la Pasqua oggi all'Aquila si celebrerà, anche se le chiese non esistono più. Arriverà anche il premier. E il Papa, oltre a una offerta in denaro per sostenere le necessità del dopo-terremoto, ha inviato 500 uova di cioccolato per i piccoli terremotati. Nelle 32 tendopoli che ospitano i circa diciottomila sfollati, da ieri mattina si stanno allestendo altari di fortuna per aprire uno squarcio di normalità in uno scenario desolante, che le condizioni meteo rischiano di peggiorare: è infatti in arrivo sulle zone colpite dal sisma una perturbazione che porterà piogge, temporali e un deciso calo delle temperature.

Intanto, si scava ancora tra le macerie - tre i cadaveri recuperati ieri con un bilancio che sale quindi a quota 293 - e si procede nell'accertamento di danni e responsabilità. E mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, arrivato ieri nel capoluogo abruzzese assieme alla moglie, assicura alla popolazione che "L'Aquila tornerà a vivere dov'é" e promette un rapido varo dei provvedimenti necessari per la ricostruzione, dal prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli arriva un'esortazione agli italiani: evitate il turismo della solidarietà nelle zone colpite; sarebbe di intralcio".

SCHIFANI MANGIA CON SFOLLATI E BACCHETTA INGENEROSI SENATORI. Il Parlamento approverà in tempi tempestivi tutti i provvedimenti che saranno necessari per la ricostruzione, con un'ampia convergenza tra maggioranza e opposizione. Lo ha assicurato il presidente del Senato Renato Schifani che ieri ha pranzato nella tendopoli di piazza d'Armi con gli sfollati. "Stiamo facendo il massimo" ha risposto a una dottoressa volontaria che sottolineava l'inutilità delle strette di mano. E ha bacchettato i senatori: "devono dare molto di più dei mille euro a persona su cui si erano impegnati".

SI SCAVA ANCORA, RECUPERATI TRE CADAVERI. Si continua a scavare tra le macerie, ma le speranze di trovare persone ancora in vita a cinque giorni dalla prima devastante scossa sono ridotte al lumicino. Per tutta la notte i soccorritori si sono dati da fare in via Gabriele D'Annunzio all'Aquila, dove un ticchettio rilevato dai geofoni aveva fatto credere alla possibilità di trovare qualcuno ancora in vita, ma il miracolo finora non c'e stato. Nel corso della giornata altri tre cadaveri sono stati recuperati - due donne e un ragazzo di 17 anni - facendo salire il bilancio dei morti a quota 293.

IN CORSO VERIFICHE SU EDIFICI E ACCERTAMENTO RESPONSABILITA'. Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale dell'Aquila, Alfredo Rossini, che ha aperto un'inchiesta sui crolli provocati dal terremoto, ha affidato ai carabinieri la delega per compiere, insieme a tecnici, le prime acquisizioni di documenti e le prime verifiche su alcuni edifici. Tra questi vi sarebbero la casa dello studente e l'ospedale, diventati luoghi simbolo del sisma. La procura intende verificare sia quali sono stati i materiali usati per la costruzione dei fabbricati crollati - cemento, sabbia, mattoni -, sia le procedure seguite nella realizzazione degli edifici. Al momento si tratta di un fascicolo contro ignoti. Tra le ipotesi di reato quella di disastro colposo. Intanto sono partite le verifiche tecniche sulle condizioni degli immobili dividendo la città in sette aree (in ognuna abitano dalle 3.000 alle 4.000 persone).

APPELLO A ITALIANI: EVITATE TURISMO DEL DOLORE Evitare il turismo nelle zone colpite dal terremoto, anche quello di solidarietà. E' l'appello che il prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, rivolge agli italiani che in questi giorni si metteranno in viaggio per le vacanze di Pasqua. "Lasciate le strade libere - ha detto - questo è un teatro di operazioni dove dobbiamo ancora lavorare". Esortazione arrivata anche da Schifani: "L'Aquila è un luogo pericoloso in questo momento. Ci sarà tempo per visitarla, una volta che sarà stata restaurata e ricostruita".

POLEMICA TRA GEOLOGI MENTRE SI ALLARGA MAPPA DANNI REGIONE. Mentre nell'aquilano si fa la conta dei danni e dei morti, è polemica tra geologi su un'altra possibile zona a rischio. E' altamente fondata, secondo Enrico Miccadei, geologo del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università D'Annunzio Chieti-Pescara, l'ipotesi di un sisma che possa colpire Sulmona e dintorni perché "é costruita su un lago del pleistocene, con sedimenti e depositi che amplificano le onde d'urto". Teoria contestata dal suo collega Antonio Mancini, ex membro del Consiglio nazionale geologi e tutt'ora collaboratore del Comune di Sulmona e della Protezione

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