Dal Mondo

Bush e Clinton in dibattito a Toronto. Modera Frank McKenna, ex ambasciatore canadese negli USA

A Toronto Bill Clinton e George W. Bush a confronto

30-05-2009

NEW YORK. D'accordo su tutto o quasi. Insieme sul palco di un centro congressi di Toronto, in Canada, gli ex presidenti degli Stati Uniti George W. Bush e Bill Clinton hanno un po' sorpreso le centinaia di spettatori che, sborsando fino ad oltre duemila dollari, si aspettavano un duello, anche aspro, tra l'ex presidente democratico e il suo successore repubblicano.

Bill ha fatto un sentito mea culpa sul Ruanda, accusandosi di essere stato incapace di bloccare il genocidio nel 1994, e riconoscendo di non avere nessuna attenuante. "E' uno dei due o tre rimpianti della mia presidenza", ha detto Clinton, spiegando al moderatore, l'ex ambasciatore canadese negli Usa Frank McKenna, che se avesse mandato ventimila soldati in loco, forse si sarebbero salvate fino a 400 mila vite.

Bush ha difeso il suo predecessore, convinto che ci sarebbe voluto troppo tempo per mobilitare le truppe e che sarebbe comunque stato troppo tardi. L'ex inquilino della Casa Bianca ha mantenuto la promessa: nessuna critica a Clinton, né all'attuale presidente Barack Obama, anche perché "ci sono decine di critici negli Usa" e tra questi anche se non lo ha citato direttamente spicca il suo ex vice Dick Cheney.

Clinton ha avuto un po' meno fair-play (o è stato più realista). Parlando dell'Iraq l'ex presidente democratico ha detto che a suo avviso sarebbe stato meglio far lavorare di più gli ispettori dell'Onu prima di attaccare, e che probabilmente era doveroso concentrarsi di più sull'Afghanistan.

Bush, anche se visibilmente irritato, non ha reagito. Per il resto sono stati pochissimi i dissensi, se non sui gay con un Clinton che sta pian piano cambiando idea sui matrimoni omosex, ai quali in passato era stato sempre contrario. Ce n'é stato uno sulla permanenza alla Casa Bianca: Clinton ha segnalato il grande vuoto che accompagna il ritorno a casa. "Improvvisamente, più nessuno suona la canzone", ha spiegato l'ex presidente riferendosi a 'Hail to the Chief', l'inno presidenziale.

Totalmente opposta la percezione di Bush: "Finalmente libero", ha spiegato aggiungendo: "Adoro restare in Texas e non mi mancano i riflettori".

Bush, infine, ha addirittura definito Clinton "fratello", riferendosi alle ore spese dal suo predecessore con George Bush padre, con cui ha lavorato in diverse operazioni umanitarie.

Sua madre Barbara, ha spiegato Bush, ha visto così spesso Bill che ormai lo considera un figlio. "Quindi, fratello, è un piacere vederti qui", ha chiosato George W.

 

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