La politica

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti

Sussidi al Mezzogiorno. Il "Partito del Sud" sconvolge il Pdl

26-07-2009

ROMA. Una nuova questione meridionale. E' questo il banco di prova su cui si potrebbe misurare la compattezza della maggioranza e del governo.
Ad occuparsi dell'argomento, che da giorni è al centro del dibattito all'interno del centrodestra, è il premier Silvio Berlusconi, al lavoro certo di poter contare sulla fiducia di tutto il Popolo della libertà e di trovare la strada giusta, con alcune iniziative mirate, per superare le incomprensioni che lo stanno attraversando e far rientrare la partita aperta del cosidetto partito del sud.
Tra le ipotesi su cui ragiona il presidente del Consiglio c'é l'utilizzo dei fondi Fas per le grandi opere perché, è il ragionamento del Cavaliere, occorre rispondere con misure concrete alle critiche di chi sostiene che il meridione è stato dimenticato. Il progetto è ancora da definire ma tra gli obiettivi ci sarà l'impegno per prevede tempi certi nella realizzazione delle cosidette grandi opere. L'idea, ad esempio, è quella di arrivare ad istituire una sorta di nuova Cassa del Mezzogiorno mirata però ad erogare fondi per progetti ben precisi. Il tutto da inserire in un piano per il Sud che dovrà varare l'esecutivo e che sarà gestito, a cominciare dai fondi, dalla stessa presidenza del Consiglio. In ogni caso, la richiesta di maggiore attenzione nei confronti del sud mette in luce il malumore che da giorni serpeggia nelle file della maggioranza e all'interno della squadra di governo.
La questione discussa nella direzione nazionale del Popolo della Libertà ha avuto poi seguito nella riunione del Consiglio dei Ministri di venerdì dove a duellare, per la seconda volta, sono stati il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ed il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto, portavoce dei mal di pancia di altri colleghi meridionali, tra cui il titolare dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, verso quella che viene considerata come una gestione troppo 'nordcentrica' del ministro dell'Economia. Da qui l'esplicita richiesta di un intervento del premier. E non a caso, l'idea lanciata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, e cioé che sia Giulio Tremonti ad occuparsi di stilare un programma per il Sud, non è piaciuta a più di qualcuno. Si tratta solo di una proposta, è il ragionamento fatto da alcuni esponenti del governo, ma noi abbiamo avuto già rassicurazioni da Berlusconi.
A confermare l'impegno del Cavaliere è anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi che ci tiene a ricordare come "il Mezzogiorno sia un punto di riferimento costante nella politica di Palazzo Chigi", non escludendo poi il varo di un pacchetto di misure ad hoc. Oltre ai mal di pancia per la poca attenzione nei confronti del meridione, nella maggioranza tiene sempre banco il dibattito sul partito del Sud. In attesa di capire le intenzioni di Gianfranco Micciché, in Sicilia la situazione è in fermento.
I parlamentari del Pdl vicini a Gianfranco Fini sono infatti al lavoro per creare una forza federata, dentro il Pdl, che sia più vicina ai problemi del territorio: "La volontà - spiega Carmelo Briguglio - è di far partire un processo di democrazia interna al Pdl nazionale, con un primo passo, proprio, dalla regione Sicilia".

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